Bcc Pordenonese e Monsile. L’assemblea dei soci da record approva il bilancio 2023 e guarda alle nuove sfide del futuro.

E’ stata l’assemblea dei record quella di BCC Pordenonese e Monsile, che nella mattinata di domenica 14 aprile ha messo insieme alla Fiera di Pordenone oltre 3000 soci: poco meno di duemila quelli presenti e ben oltre un migliaio quelli per delega, ad approvare un bilancio 2023 ricco di soddisfazione. Non solo per gli aspetti numerici, di solidità, di efficienza e di redditività per la BCC, ma soprattutto riferiti all’impegno per il territorio.

“Un successo di partecipazione che è andato ben al di là delle aspettative- commenta il Presidente della banca, Paolo Loris Rambaldini. Un segnale chiaro che ci viene dal territorio, una riscoperta incoraggiante dei valori della cooperazione, della mutualità, dell’etica nella gestione dei risparmi e dell’attenzione al patrimonio sociale, culturale, sportivo e associazionistico che come Banca di Credito Cooperativo siamo impegnati a tutelare con investimenti importanti e capillari”.

Patrimonio che aumenta e raggiunge i 248,55 milioni di euro con un incremento del 10,83% rispetto all’anno precedente; un utile a 25,94 milioni di euro, una compagine sociale che nel triennio scorso ha registrato un incremento di 3.135 unità (+16,6%), arrivando a superare i 22 mila soci complessivi, indicando BCC Pordenonese e Monsile come realtà tra le più attive nel Nordest anche per partecipazione: sono questi i numeri più significativi che il Direttore generale Pilosio ha indicato ai soci insieme ai dati di bilancio, che disegnano una banca dinamica, forte, in salute.

Grande attesa per l’intervento del ministro Luca Ciriani che, commentando la pericolosa escalation di guerra in Medio Oriente, ha sostenuto la necessità di una alleanza  tra i diversi attori per garantire a tutte le comunità pari opportunità di crescita e di sviluppo. In tema di lavoro e di impresa Ciriani ha sottolineato come BCC Pordenonese e Monsile archivi un altro anno da record, consolidando indici di solidità e patrimoniali e assolvendo ad una insostituibile funzione di sostegno alle famiglie, alle imprese e al territorio. 

Presenti in assemblea per il saluto istituzionale ai soci della Banca l’Assessore al bilancio della Regione del Veneto, Francesco Calzavara, il Sindaco di Pordenone, Alessandro Ciriani, la Sindaca di Monastier di Treviso Paola Moro e il Sindaco di Azzano Decimo, Massimo Piccini.

Sono intervenuti Flavio Piva, Presidente della Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo, Fabio Dubolino, Presidente di Confcooperative Pordenone e l’assessore regionale del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier. Apprezzatissimo anche il saluto ai soci del Presidente del Gruppo BCC Iccrea Giuseppe Maino. Molto partecipata in Assemblea anche la cerimonia di premiazione di 91 giovani laureati, che si sono distinti per meriti e per risultati nello studio e per i quali BCC Pordenonese e Monsile ha riconosciuto borse di studio per 90 mila euro.

“Un investimento nel futuro per incoraggiare i bravissimi del nostro territorio” ha detto il Presidente Rambaldini, sottolineando come il bando 2023 della BCC abbia assegnato complessivamente borse di studio a studenti diplomati e laureati per un totale di oltre 175 mila euro.  

Il Consiglio di Amministrazione ha voluto inoltre esprimere riconoscenza per i 50 anni di appartenenza alla compagine sociale della Banca a 24 Soci, molti dei quali presenti in assemblea accompagnati dai loro famigliari. A loro è stata conferita una targa d’onore di riconoscimento alla fedeltà e alla vicinanza.

“E’ stata una festa e una occasione di incontro per tanti soci, che nell’appuntamento annuale per l’Assemblea hanno la possibilità di confrontarsi e di partecipare alla vita sociale della Banca- ha detto Rambaldini.

Nel 2023 sono stati erogati dal fondo beneficenza 810.050 euro e 243.470 euro a titolo di sponsorizzazione, per un impegno sul territorio che supera 1,05 milioni di euro in forma diretta. BCC Pordenonese e Monsile ha dato supporto a 640 interventi in molte aree di interesse, collaborando con Istituzioni, Associazioni, Enti del terzo settore, cooperative e mondo del volontariato per progettualità che hanno riguardato arte, cultura e musica, istituzioni religiose, educazione, ambiente e salute, sport e aggregazione, sviluppo economico e promozione del territorio. Ma anche welfare, solidarietà e attivazione di reti di volontariato.

La Federazione Veneta Bcc sceglie Enel X per il suo percorso verso la sostenibilità

Il risultato di questo accordo darà un impatto positivo in termini di sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Enel X condurrà uno studio di progettazione preliminare per ogni singola BCC, individuando le soluzioni tecnologiche più idonee ad incrementarne l’efficientamento energetico e la sostenibilità.

Sede della Federazione Veneta BCC

Enel X Global Retail, la business line globale del Gruppo Enel per i servizi energetici avanzati e la Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo hanno sottoscritto un accordo quadro nel segno della transizione energetica e della sostenibilità.

L’intesa potrà essere adottata dalle BCC associate alla Federazione Veneta, aderenti al Gruppo BCC Iccrea, per consentire alle banche di adottare soluzioni green nell’offerta di servizi innovativi alle comunità, favorendo iniziative di efficientamento energetico e di digitalizzazione: in campo tecnologie innovative e sviluppo di nuovi strumenti di comunicazione con il territorio.

Questa collaborazione porterà ad un’evoluzione del concetto di filiale bancaria BCC, rivista in chiave sostenibile e dotata di strumenti di comunicazione digitali, smart ed innovativi come display LED, Totem e Info Totem ma anche infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici e pensiline solari fotovoltaiche che consentiranno alla singola filiale di impiegare energia rinnovabile per soddisfare parte dei propri consumi energetici, riducendo così le spese. Non solo. Le filiali BCC potranno fornire un servizio utile alla comunità, in particolar modo alle persone più fragili, fungendo da riparo in caso di eccessiva calura o pioggia.

“La transizione energetica sostenibile – sottolinea Fabio Ugolini, Head of Urban Asset Valorization – Enel X Global Retail – richiede innovazione e approccio inclusivo, ovvero le caratteristiche distintive della collaborazione tra Enel X e la Federazione Veneta BCC, che nasce da una comune sensibilità per le Comunità in cui operano le due Aziende. Questa sinergia rappresenta infatti una modalità originale per sviluppare la produzione di energia da fonti rinnovabili e al contempo veicolare idee e proposte dedicate a cittadini e imprese che vorranno cogliere le opportunità connesse con il grande cambiamento dei paradigmi dell’energia”.

“Abbiamo colto l’opportunità di Enel X- aggiunge Flavio Piva, Presidente della Federazione Veneta BCC- per creare un progetto di lavoro comune a tutte le BCC del Veneto associate alla nostra Federazione e appartenenti al Gruppo BCC Iccrea. Un laboratorio di innovazione per l’adeguamento delle nostre filiali a standard di sostenibilità concreta e applicata. L’affidabilità e l’esperienza del partner con cui collaboriamo per questa iniziativa ci consentono di immaginare uno sviluppo interessante di questo nostro obiettivo primario, nell’interesse del nostro territorio e delle nostre comunità locali”.

Nel lungo termine l’accordo si prefigge un obiettivo di più ampio respiro, consentendo in una seconda fase a cittadini, imprese e Amministrazioni locali venete attraverso le BCC di disporre di nuove e più ampie opportunità nell’ambito dell’efficientamento energetico degli edifici, dello sviluppo delle fonti rinnovabili, di supporto alla diffusione di modelli di consumo sempre più virtuosi, sostenibili e, nel caso delle aziende, anche strategici.

La Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo approva il bilancio 2022

Risultati aggregati veneti che evidenziano un utile importante e dati in crescita e consolidamento.

La Federazione, dopo un lavoro intenso e una programmazione serrata, torna al suo ruolo di propositività e di coordinamento sui temi territoriali e di servizio alle Banche.

Flavio Piva: “Dialogo e collaborazioni a 360 gradi con le Federazioni regionali e nazionale e con il Gruppo Bancario Bcc Iccrea per l’organizzazione e per i grandi progetti”.

La Federazione Veneta sceglie Verona per l’assemblea di approvazione del bilancio 2022 e chiude la stagione delle assemblee regionali in vista dell’appuntamento nazionale a Roma di fine luglio.

A 140 anni dalla fondazione della prima esperienza di Cooperazione di Credito a Loreggia, nel nostro Veneto- spiega Flavio Piva, Presidente della Federazione Veneta BCC – abbiamo organizzatoun appuntamento di dialogo e di confronto non solo con le BCC del Veneto, ma anche con i rappresentanti istituzionali delle Federazioni regionali, del Credito Cooperativo nazionale e del Gruppo bancario cooperativo BCC Iccrea, oltre che con ospiti istituzionali e una piccola rappresentanza di imprenditori e della società civile.

L’appuntamento assembleare segue di otto mesi il Convegno che abbiamo organizzato a Padova all’Aula Magna dell’Università- precisa Piva – dove abbiamo invitato esponenti del mondo accademico, delle scienze, della filosofia e autorevoli esponenti delle Istituzioni.

L’evento che abbiamo voluto nel Palazzo della Gran Guardia a Verona traccia i nuovi obiettivi del Credito Cooperativo nella sua vocazione storica, lanciando paradigmi d’attualità per quanto riguarda economia, aspetti socio-sanitari e della ricerca, culturali e di sostenibilità concreta. Abbiamo voluto arricchire questo momento con ospiti per trarne spunti di conoscenza e di riflessione, rimarcando dal loro punto di vista i temi sui quali le BCC sono già all’opera, ma che abbisognano di continuo confronto e di indirizzo”.

La lectio magistralis è stata affidata al professor Andrea Rinaldo, ordinario di costruzioni idrauliche dell’Università di Padova, che recentemente è stato insignito del prestigioso “Nobel dell’Acqua”.

La professoressa Bettina Campedelli dell’Università di Verona ha offerto uno sguardo economico sul Veneto, mentre interessanti e stimolanti sono state le testimonianze di Giovanni Dal Lago (Officina Stellare), di Sebastiano Sebastiano Felicetti (CMO) e Nicolò Rasera (CTO)di Etrash, realtà veneta vincitrice dell’Innovation Festival 2023 e di Franco Masello, Fondatore e Presidente onorario della Città della Speranza sui temi dell’innovazione, dei giovani, della ricerca e della solidarietà.

Hanno concluso la mattinata gli interventi di Giuseppe Maino (Presidente) e Mauro Pastore (Direttore generale) del Gruppo BCC Iccrea, dei Presidenti delle Federazioni Nord est (Lorenzo Liviero), Lazio-Umbria-Sardegna (Maurizio Longhi), Campania e Calabria (Amedeo Manzo), Toscana (Matteo Spanò), Lombardia (Alessandro Azzi) con la conclusione, in vista dell’assemblea nazionale del Presidente di Federcasse, Augusto Dell’Erba e del Direttore generale Sergio Gatti.     

Una nuova mission per la Federazione Veneta

“In questi mesi abbiamo lavorato per costruire una nuova Federazione – spiega il Presidente Piva- che assorba le buone pratiche delle BCC e dia loro una visione di sistema. Una realtà che diventi cassa di risonanza armonica per il coordinamento di percorsi di innovazione, di ricerca e di relazione con l’esterno: Istituzioni pubbliche e private, categorie economiche, organizzazioni politiche e sindacali, associazioni di categorie, imprenditoria, collaborando a diversi percorsi in partnership con Università e centri di ricerca per la promozione della cultura bancaria e cooperativa”.

Il 2022 ha rappresentato un anno importante per la Federazione anche sotto il profilo organizzativo e gestionale. E’ stata resa operativa la nuova sede al Net Center di Padova e si è dato avvio a molti progetti, nell’interesse delle Banche socie. Si è dato corso alla realizzazione del profondo processo rifondativo.

La Federazione dà continuità al servizio di revisione cooperativa, alla formazione identitaria, fornisce supporto nelle conciliazioni sindacali e nelle trattative regionali e in tutte le altre attività di rappresentanza istituzionale e di natura amministrativa oltre che di comunicazione.

Tra i diversi progetti lo sviluppo della mutualità, che ha visto la costituzione di due nuove mutue locali e la rivitalizzazione di quelle esistenti in un più ampio progetto di welfare territoriale.

“Si tratta – spiega il Direttore della Federazione Veneta BCC, Piero Collauto- di un progetto strategico che troverà ulteriore sviluppo grazie anche all’ingresso della Federazione Veneta nel capitale sociale di Crea Welfare”.

I numeri in Veneto

“Per quanto riguarda le Banche associate i risultati di Bilancio del 2022 sono stati molto buoni- spiga il Presidente della Federazione Veneta, Flavio Piva.

Il totale attivo supera la quota 23,4 miliardi di euro. Il risultato netto d’esercizio delle BCC Associate è più che raddoppiato passando da 81 milioni di euro del 2021 ai 194 milioni del 2022.

A conferma del recupero di redditività, il ROE è aumentato dal 5,42% al 11,63%, mentre il ROA (rapporto tra margine d’intermediazione e totale attivo) registra un deciso aumento passando dal 2,40% al 2,87%”.

“Si tratta – commenta il Presidente- di risultati aggregati molto buoni, che testimoniano non solo lo stato di salute delle nostre realtà, ma anche l’impegno verso il tessuto socio-economico del territorio. Oggi questo impegno cresce grazie agli utili accantonati a riserva e grazie ad una sensibilità maggiore verso i temi dell’innovazione, della digitalizzazione, della sostenibilità. Stiamo investendo in percorsi di accompagnamento delle imprese verso la transizione ecologica, verso la valorizzazione dei talenti, verso il passaggio generazionale per garantire continuità e stabilità. Il territorio – conclude Piva- ci riconosce questo impegno e questi risultati e ci sta premiando con rinnovata e crescente fiducia”.

L’attività delle BCC Venete nell’economia regionale

Gli impieghi lordi erogati dalle BCC a clientela residente nella regione ammontano a dicembre 2022 a 19,7 miliardi di euro (+2% su base d’anno contro il +3,6% dell’industria bancaria), per una quota di mercato del 13,6%. Gli impieghi vivi erogati dalle BCC nella regione ammontano alla stessa data a 19,3 miliardi di euro (+3,2% su base d’anno, superiore al +4,3% dell’industria bancaria complessiva).

Con riguardo ai settori di destinazione del credito, a dicembre 2022, il totale degli impieghi lordi è leggermente aumentato, trainato dai crediti lordi concessi a famiglie consumatrici e imprese con più di 20 addetti. La quota delle BCC nel mercato degli impieghi a clientela della regione, pari mediamente al 13,5%, sale al 15,7% per le famiglie consumatrici e al 27,5% per le microimprese.

Rispetto all’ambito di destinazione del credito delle imprese finanziate dalle BCC emerge il settore agricoltura, silvicoltura e pesca (28,6%) seguito dalle costruzioni (25%) e da attività di servizi di alloggio e ristorazione (24,7%).

I mutui lordi erogati da BCC ammontano a oltre 16,2 miliardi di euro, in crescita su base d’anno (+2,2% annuo contro il +0,6% registrato dall’industria bancaria). 

In relazione alla qualità del credito erogato, i crediti deteriorati lordi delle BCC ammontano a 882 milioni di euro, in significativa diminuzione su base d’anno (-27,8% contro il -36,2% dell’industria bancaria). Le sofferenze lorde per le banche di categoria ammontano a 2,2 miliardi di euro, in calo del – 38,6% su base d’anno (-42,9% per l’industria bancaria).

Con riguardo all’attività di raccolta, i depositi da clientela delle BCC ammontano a più di 27 miliardi di euro, in crescita del +1,6% annuo, variazione superiore a quella registrata nella media dell’industria bancaria regionale (-0,3%). La componente più liquida, costituita dai conti correnti, cresce in misura maggiore: +4% contro il -0,9% del sistema bancario complessivo.

La quota BCC nel mercato dei depositi da clientela, in crescita nell’ultimo semestre, è pari, nella regione, al 15,1% e sale al 17,4% con riguardo ai soli depositi in conto corrente.

La raccolta indiretta nella regione, per le BCC, si attesta a 3,4 miliardi di euro, in crescita su base d’anno (+12,7%) a fronte della crescita registrata nel sistema bancario (-15,8%).

La quota di mercato delle BCC risulta in linea con quella della media bancaria (entrambe 1,3%), aumentata dal precedente trimestre.

Le BCC baluardo di presenza nei territori

Il Presidente della Federazione Veneta BCC, Flavio Piva: “La desertificazione degli sportelli bancari non è un fenomeno che ci riguarda. I nostri dati confermano che le BCC sono rimaste spesso l’unico sportello bancario nei Comuni e mantengono stabile il numero di dipendenti addetti in Regione”.
Gli utili di bilancio 2022 consentono di programmare nuovi progetti e nuovi investimenti nel territorio.

Flavio Piva
Presidente della Federazione Veneta BCC

Le Banche di Credito Cooperativo hanno investito prima sulla resilienza e ora sulla crescita. Soprattutto non hanno abbandonato i territori, gestendo una veloce trasformazione verso il digitale e valorizzando la qualità delle competenze, dei servizi e dei prodotti.

Il Presidente della Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo, Flavio Piva, in un contesto generale che vede il rischio di desertificazione bancaria e di abbandono del territorio fa notare come le BCC abbiano invece adottato una strategia diversa.

“La desertificazione degli sportelli bancari, dati alla mano, è un fenomeno che non riguarda le BCC – precisa Piva – tant’è che negli ultimi sette anni la percentuale dei Comuni bancati con sola presenza BCC passa dal 9% del 2015 al 18,7% del 2022. In termini assoluti se prima eravamo l’unica presenza bancaria in 46 Comuni ora lo siamo in 87, ovvero più del doppio. Le BCC sono rimaste e hanno assicurato la loro presenza nei territori. Non solo. Abbiamo investito anche in altri servizi, allestendo negli ultimi 7 anni oltre 150 postazioni ATM in più in regione. I nostri ATM sono oggi 923, il 25,8% degli ATM presenti. Le nostre filiali in Veneto sono 617 e sfiorano il 30% di tutte le filiali bancarie in Regione, aumentando la nostra quota di mercato di quasi il 10% nel periodo di riferimento” commenta il Presidente.

E se il Veneto dal 2015 perde 1.023 sportelli, scendendo da 3.144 a 2.121, ciò che perdono le BCC sono solo le sovrapposizioni di sportelli nello stesso Comune nel momento in cui sono entrate in vigore alcune fusioni. Sportelli che in questo periodo, soprattutto nel 2023, saranno in parte oggetto di riposizionamenti in altri territori non ancora presidiati. A maggior riprova del fatto che non ci sono stati tagli di servizi e di presenza è l’analisi del dato sui dipendenti. Mentre negli ultimi 6 anni il sistema bancario in Veneto perde circa 4.700 addetti, passando da 29 mila dipendenti a circa 24 mila, le BCC mantengono stabile il numero dei collaboratori, che si attestano a quota 4.200. I pensionamenti sono stati gestiti con l’assunzione di giovani professionisti, nessun taglio è stato operato dalle BCC sul personale in servizio.

“In questi ultimi 3 anni di pandemia e forti restrizioni abbiamo assicurato la tenuta del sistema, concedendo finanziamenti, moratorie, plafond per il caro energia e assicurando plafond per nuovi investimenti – precisa Piva. Ora con i bilanci che ogni BCC si sta apprestando ad approvare – rilancia il Presidente della Federazione Veneta BCC – daremo concretezza ad un piano di sviluppo della nostra attività: chiaro segnale che le BCC non solo quest’anno possono godere di ottime performance per quanto riguarda i dati di bilancio e gli utili importanti che saranno accantonati a riserva, ma stanno pensando a reinvestire queste risorse nel servizio al territorio, per lo sviluppo della loro attività e per quello dei valori sulle quali sono fondate: ovvero la mutualità, la sussidiarietà, la cooperazione.

Ci sentiamo in questo momento molto vitali ed attrattive – ribadisce Piva. Nei Comuni in cui siamo rimaste unica realtà bancaria continueremo e rafforzeremo la nostra presenza, confidando che anche il territorio voglia riconoscerci nei fatti la nostra funzione economica, finanziaria e sociale”.

BCC di Verona e Vicenza e Banca Patavina sottoscrivono una lettera di intenti per valutare l’avvio di un progetto aggregativo

I Presidenti di Bcc di Verona e Vicenza e di Banca Patavina hanno sottoscritto una lettera d’intenti per dare avvio a un percorso aggregativo che, in caso di esito positivo degli approfondimenti richiesti, avrebbe efficacia a partire dal gennaio 2024. 

Si tratta di un’operazione strategica tra due BCC – la prima con sede a Fara Vicentino (VI)-Verona Cadidavid e la seconda a Piove Sacco (PD) – sane sotto il profilo economico-reddituale e patrimonialmente solide, che costituiscono istituti di riferimento nel rispettivo territorio di insediamento, in un contesto economico-sociale tra i più dinamici del Paese. 

L’operazione darebbe origine a una delle Banche di Credito Cooperativo di maggiori dimensioni, grazie ai 56 sportelli della BCC di Verona e Vicenza e ai 38 della Banca Patavina, in un territorio di competenza che non presenta sovrapposizioni e che si estende nelle province di Verona, Vicenza, Padova, Venezia, Treviso, Rovigo e nelle confinanti province di Trento e Mantova. La compagine sociale aggregata conterebbe oltre 29.000 soci tra privati e imprese. 

Entrambe le BCC sono appartenenti al Gruppo BCC Iccrea, il quarto gruppo bancario in Italia per attivi, cui aderiscono 120 BCC presenti in oltre 1.700 comuni italiani con quasi 2.500 sportelli.  

Parte domani “Il Veneto che verrà”

La locandina dell’Evento

Inizia domani la kermesse di due giorni organizzata dalla Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo nell’Aula Magna dell’Università di Padova. Una rilettura del Veneto con nuovi parametri tra tradizione, modernità e innovazione. Tra i relatori della prima giornata Padre Ermes Ronchi, Umberto Galimberti e il Governatore Zaia.

Un momento speciale per coinvolgere tutto il Credito Cooperativo locale, regionale e nazionale e per offrire dall’osservatorio veneto un contributo di conoscenza, di approfondimento e di dibattito sui grandi temi che attraversano il Veneto sotto il profilo economico e finanziario, ma anche sociale, culturale e di salvaguardia dell’ambiente.

La Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo rilancia il modello territoriale della BCC locale che guarda alle sfide future e ai grandi temi dell’attualità. Le BCC oggi soprattutto in Veneto hanno maturato la consapevolezza del loro ruolo di sostegno alle imprese e al tessuto socio-economico produttivo puntando su capacità di ascolto, servizio, qualità della relazione e innovazione.

Un Convegno che ha per sede un luogo prestigioso, ricco di storia, di suggestione e di stimoli accademici, scientifici, culturali.

“In questa sede celebriamo quest’anno gli 800 anni di vita dell’Università di Padova e ci apriamo alle manifestazioni in ricordo dei primi 140 anni della Cooperazione di Credito in Italia- esordisce il Presidente della Federazione Veneta BCC, Flavio Piva. L’evento, realizzato in collaborazione con Federcasse e patrocinato dall’Università di Padova, proprio in virtù della sua valenza, è stato inserito nel calendario delle celebrazioni per gli 800 anni dell’Ateneo. I relatori che abbiamo invitato per questo nostro evento a Padova – aggiunge Piva- ci aiuteranno a pensare e a programmare le azioni future, a creare ponti di collaborazione, sinergie e a innalzare i nostri obiettivi verso un percorso di sostenibilità che ci permetta uno sviluppo durevole del nostro modello economico, sociale, culturale. “Abbiamo coinvolto molte realtà – spiega il Direttore generale della Federazione Veneta, Piero Collauto- e desideriamo che sia un evento sentito e percepito nel Veneto da tutti come un’occasione di dialogo in tutti i contesti e in tutti i settori”.

L’EVENTO

Il Convegno organizzato dalla Federazione Veneta BCC si terrà nell’Aula Magna “Galileo Galilei” dell’Università di Padova venerdì 28 e sabato 29 ottobre.

Il programma di domani venerdì 28 ottobre con inizio alle ore 14,30 vede la partecipazione di Padre Ermes Ronchi per rileggere la storia dei Padri Fondatori del Credito Cooperativo in chiave moderna nella sua relazione “Un Nuovo Umanesimo: da Loreggia all’ecologia integrale”, mentre il professor Antonio Parbonetti, Prorettore dell’Università di Padova, proporrà un intervento sui criteri ESG e sull’importanza di saper misurare per gestire. Il filosofo e scrittore Umberto Galimberti terrà una lectio sui grandi temi della Bellezza, mentre la parte sociale del Credito Cooperativo nei grandi progetti è affidata ad Alessandro Azzi, Presidente della Fondazione Tertio Millennio. Le traiettorie per il Credito Cooperativo Veneto saranno percorse dall’intervento del Presidente della Federazione Veneta BCC, Flavio Piva. Conduce la giornalista Rai Maria Pia Zorzi.

A conclusione della giornata di studi il Governatore del Veneto Luca Zaia sarà intervistato da Federica Morello sul tema “Il Veneto che verrà tra economia, socialità e gestione del territorio”.

Per il giorno successivo sabato 29 ottobre con inizio alle ore 9,00 è prevista una sessione plenaria aperta alla società civile e agli operatori economici. Il taglio del Convegno sarà incentrato sull’attualità e sull’analisi della situazione reale del Paese e della nostra regione, con una parte finale più propriamente istituzionale, economica e finanziaria. Sono stati invitati come relatori gli economisti Veronica De Romanis, docente alla Luiss di Roma e alla Stanford University e Paolo Gubitta, docente dell’Università di Padova che parlerà dell’impresa moderna e di come dovrà essere in futuro. Attesa la partecipazione del geologo CNR e divulgatore scientifico Mario Tozzi che proporrà la sua tesi sull’equilibrio precario. Ci sarà una parte dedicata alle BCC in una visione di sistema nazionale e locale e in ottica europea con la sfida del Credito Cooperativo. Ospiti della sessione, moderata dalla giornalista di Rai News 24 Eva Giovannini, saranno la Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento Europeo, Irene Tinagli e il Direttore generale di Federcasse Sergio Gatti.

I DATI IMPORTANTI E IL RUOLO DELLE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO

Sono 15 le Banche di Credito Cooperativo in Veneto con 616 sportelli e 883 ATM attivi, dislocati in 383 Comuni. In 85 Comuni le BCC sono l’unica presenza bancaria. Nel 2022 si sono registrati impieghi per 19,7 miliardi di euro (+3,7%, a fronte dello 0,01% dell’industria bancaria), mentre la raccolta è stata di 26,7 miliardi di euro (+6% delle BCC contro il 2,5% dell’industria bancaria). Il Credito Cooperativo in Veneto ha la fiducia di 130 mila soci (+1,2% rispetto all’anno precedente) e conta sul lavoro di 3.652 dipendenti (+ 0,4% rispetto all’anno precedente).

“Il 72% del risparmio raccolto dalle BCC diventa credito per l’economia locale- precisa il Presidente Piva – mentre il 95% dei finanziamenti erogati è destinato alle imprese, alle famiglie e alle associazioni dello stesso territorio in cui le BCC raccolgono il risparmio. Almeno il 70% degli utili netti è destinato a riserva legale, mentre la quota di utili rimanenti è destinata a fini di beneficenza o mutualità.

LA TRADIZIONE VERSO LA MODERNITA’ E LA SPINTA ALL’INNOVAZIONE

“Sarà un viatico per riappropriarci di quei valori autentici della mission cattolica e dello spirito di servizio, di mutualità, socialità e attenzione al creato e alle comunità locali che hanno ispirato fin dagli anni ottanta dell’Ottocento l’azione dei Padri fondatori delle odierne Banche di Credito Cooperativo- spiega il Presidente della Federazione Veneta delle BCC, Flavio Piva. Le BCC di oggi nascono proprio in Veneto con Leone Wollemborg a Loreggia in provincia di Padova e con don Luigi Cerutti nel veneziano: da queste prime esperienze venete, sorte sulla scia della Rerum Novarum, con l’intento di fermare la terribile piaga dell’usura, il seme delle banche di comunità cresce e si sviluppa in tutta Italia. E’ quindi importante per noi rileggere quella storia, dare valore al percorso e interpretare l’attualità in modo profondo e ispirato, per riprendere in mano il nostro ruolo di servizio con slancio rinnovato e ispirazione illuminata nei diversi settori del vivere civile”.

“Il Veneto che verrà”

La Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo rilancia il modello territoriale
E rilegge il Veneto con nuovi parametri tra tradizione, modernità e innovazione

Un momento speciale per coinvolgere tutto il Credito Cooperativo locale, regionale e nazionale e per offrire dall’osservatorio veneto un contributo di conoscenza, di approfondimento e di dibattito sui grandi temi che attraversano il Veneto sotto il profilo economico e finanziario, ma anche sociale, culturale e di salvaguardia dell’ambiente.

La Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo rilancia il modello territoriale della BCC locale che guarda alle sfide future e ai grandi temi dell’attualità. Le BCC oggi soprattutto in Veneto hanno maturato la consapevolezza del loro ruolo di sostegno alle imprese e al tessuto socio-economico produttivo puntando su capacità di ascolto, servizio, qualità della relazione e innovazione.

“Sarà un viatico per riappropriarci di quei valori autentici della mission cattolica e dello spirito di servizio, di mutualità, socialità e attenzione al creato e alle comunità locali che hanno ispirato fin dagli anni ottanta dell’Ottocento l’azione dei Padri fondatori delle odierne Banche di Credito Cooperativo- spiega il Presidente della Federazione Veneta delle BCC, Flavio Piva.

Le BCC di oggi nascono proprio in Veneto prima con l’azione laica di Leone Wollemborg a Loreggia in provincia di Padova, poi ad opera di don Luigi Cerutti a Gambarare di Mira nel veneziano: da queste prime esperienze venete, sorte sulla scia della Rerum Novarum, con l’intento di fermare la terribile piaga dell’usura, il seme delle banche di comunità cresce e si sviluppa in tutta Italia. E’ quindi importante per noi rileggere quella storia, dare valore al percorso e interpretare l’attualità in modo profondo e ispirato, per riprendere in mano il nostro ruolo di servizio con slancio rinnovato e ispirazione illuminata nei diversi settori del vivere civile”.

L’EVENTO

Il Convegno organizzato dalla Federazione Veneta BCC si terrà nell’Aula Magna “Galileo Galilei” dell’Università di Padova venerdì 28 e sabato 29 ottobre.

Un Convegno che ha per sede un luogo prestigioso, aulico, ricco di storia, di suggestione e di stimoli accademici, scientifici, culturali nell’anno 2022 che celebra gli 800 anni di vita dell’Università di Padova e che si apre alla celebrazione dei primi 140 anni della Cooperazione di Credito in Italia. L’evento, realizzato in collaborazione con Federcasse e patrocinato dall’Università di Padova, proprio in virtù della sua valenza, è stato inserito nel calendario delle celebrazioni per gli 800 anni dell’Ateneo.

“I relatori che abbiamo invitato per questo nostro evento a Padova – aggiunge Piva- ci aiuteranno a pensare e a programmare le azioni future, a creare ponti di collaborazione, sinergie e a innalzare i nostri obiettivi verso un percorso di sostenibilità che ci permetta uno sviluppo durevole del nostro modello economico, sociale, culturale”.

DUE GIORNI DI RELATORI E OSPITI DI RILIEVO

Il programma del 28 ottobre con inizio alle 14,30 costituisce una sessione di approfondimento dedicata agli amministratori del Credito Cooperativo regionale e nazionale, con tanti ospiti e invitati. Padre Ermes Ronchi rileggerà la storia dei Padri Fondatori del Credito Cooperativo in chiave moderna nella sua relazione “Un Nuovo Umanesimo: da Loreggia all’ecologia integrale”, mentre il professor Antonio Parbonetti, Prorettore dell’Università di Padova, proporrà un intervento sui criteri ESG e sull’importanza di saper misurare per gestire. Il filosofo e scrittore Umberto Galimberti terrà una lectio sui grandi temi della Bellezza, mentre la parte sociale del Credito Cooperativo nei grandi progetti è affidata ad Alessandro Azzi, Presidente della Fondazione Tertio Millennio. Le conclusioni sono affidate al Presidente Piva. Conduce la giornalista Rai Maria Pia Zorzi.

Per il giorno successivo sabato 29 ottobre con inizio alle ore 9,00 è prevista una sessione plenaria aperta alla società civile e agli operatori economici. Il taglio del Convegno sarà incentrato sull’attualità e sull’analisi della situazione reale del Paese e della nostra regione, con una parte finale più propriamente istituzionale, economica e finanziaria. Sono stati invitati come relatori gli economisti Veronica De Romanis, docente alla Luiss di Roma e alla Stanford University e Paolo Gubitta, docente dell’Università di Padova che parlerà dell’impresa moderna e di come dovrà essere in futuro. Attesa la partecipazione del geologo CNR e divulgatore scientifico Mario Tozzi che proporrà la sua tesi sull’equilibrio precario. Ci sarà una parte dedicata alle BCC in una visione di sistema nazionale e locale e in ottica europea con la sfida del Credito Cooperativo. Ospiti della sessione, moderata dalla giornalista di Rai News 24 Eva Giovannini, saranno la Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento Europeo, Irene Tinagli e il Direttore generale di Federcasse Sergio Gatti. E’ prevista una parte istituzionale con un’intervista al Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia sui grandi temi che interessano la regione.

UNA FOTOGRAFIA DEL VENETO

Le Banche di Credito Cooperativo hanno voluto immaginare “Il Veneto che verrà”.

“E abbiamo voluto scattare una fotografia da cui partire per le nostre riflessioni e le nostre proposte- spiega Piero Collauto, Direttore generale della Federazione Veneta BCC.

Partiremo da dati e numeri reali, che abbiamo misurato in uno studio preliminare commissionato al prof. Luca Romano, direttore di Local Area Network. Ma partiamo anche dai nostri dati di sistema, che ci mostrano una fotografia di Banche solide, in salute e  molto attive a sostegno del territorio”.

Lo studio del Veneto oggi indica che la forza economica è ancora molto vigorosa ed è confermata dal dato del PIL che supera, nei due anni post Covid, la forte contrazione del 2020. Una forza che, in Veneto, è accompagnata da un carattere distintivo di un miglior differenziale, rispetto a regioni forti limitrofe, di qualità della vita. La qualità della vita è un elemento sociale prima che economico, riguarda anche valori intangibili, che appare cruciale soprattutto per le generazioni degli attivi maturi e degli anziani, mentre viene considerato meno dalle giovani generazioni. Queste, infatti, attraverso un’alta scolarizzazione sono proiettate anche a un’alta aspettativa occupazionale, che poi si traduce in un incremento significativo di expat.

La fotografia scattata dal nostro studio evidenzia diversi aspetti: il consolidamento nell’area centrale veneta di una piattaforma a base urbana e industriale diffusa con crescita economica in varietà, innovazione e qualità in un contesto sociale soddisfacente; un certo appannamento della gerarchia urbana dei capoluoghi come poli dell’economia della conoscenza, con conseguente minore presidio del terziario frammentato dei servizi e del lavoro terziario direzionale/professionale; la vigorosa ripresa dei flussi turistici soprattutto stranieri a beneficio di Venezia e Verona, delle altre città d’arte, della montagna, del lago e delle terme con la contestuale crescita delle economie orientate dalla domanda di benessere; una geografia delle aree di margine, le aree interne del Delta e le terre più alte della montagna veneta, segnate da spopolamento, invecchiamento della popolazione e rarefazione delle opportunità di lavoro e dei servizi.

I DATI IMPORTANTI E IL RUOLO DELLE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO

Sono 15 le Banche di Credito Cooperativo in Veneto con 616 sportelli e 883 ATM attivi, dislocati in 383 Comuni. In 85 Comuni le BCC sono l’unica presenza bancaria. Nel 2022 si sono registrati impieghi per 19,7 miliardi di euro (+3,7%, a fronte dello 0,01% dell’industria bancaria), mentre la raccolta è stata di 26,7 miliardi di euro (+6% delle BCC contro il 2,5% dell’industria bancaria). Il Credito Cooperativo in Veneto ha la fiducia di 130 mila soci (+1,2% rispetto all’anno precedente) e conta sul lavoro di 3.652 dipendenti (+ 0,4% rispetto all’anno precedente).

“Il 72% del risparmio raccolto dalle BCC diventa credito per l’economia locale- precisa il Presidente Piva – mentre il 95% dei finanziamenti erogati è destinato alle imprese, alle famiglie e alle associazioni dello stesso territorio in cui le BCC raccolgono il risparmio. Almeno il 70% degli utili netti è destinato a riserva legale, mentre la quota di utili rimanenti è destinata a fini di beneficenza o mutualità.

Riteniamo – prosegue il Presidente- che il futuro richieda di concentrarci su tre grandi questioni: l’accompagnamento della ristrutturazione delle filiere produttive guardando non solo in alto, ma soprattutto a fornire servizi, consulenza e risorse per investimenti alla base della piramide, alle PMI, alle microimprese e al lavoro autonomo nelle grande transizione ambientale, digitale e demografica; la connessione tra studio e lavoro per i giovani con l’attivazione di strumenti e canali di personalizzazione della presa in carico; lo sviluppo di forti economie sociali sia nei centri urbani che nelle aree di margine mobilitando anche la silver economy per rafforzare le solidarietà comunitarie ai fragili, malati, poveri ed esclusi, come gli anziani soli, purtroppo in crescita”.

UNA NUOVA OPERA D’ARTE

“Per dare un alto valore simbolico a questo incontro abbiamo commissionato ad una artista contemporanea del nostro Veneto, Anna Piratti, un’opera d’arte per rilanciare temi e propositi, rievocando anche visivamente il Maestrale, il vento maestro della navigazione che soffia nel bacino del Mediterraneo. Partiamo da una scia fatta di centinaia di barche di carta bianca, a rappresentare l’umanità che viaggia, cui aggiungeremo le nostre, uniche, diverse, di colore rosso: quelle che rappresenteranno le nostre scelte e i nostri progetti.

Per questo Convegno abbiamo coinvolto molte realtà – conclude Piva- e desideriamo che sia un evento sentito e percepito nel Veneto da tutti come un’occasione di dialogo in tutti i contesti e in tutti i settori”.

L’assemblea dei soci oggi a Padova nella nuova sede approva il bilancio 2021

Eletto il nuovo Consiglio di amministrazione. Presidente è Flavio Piva.

Un 2021 che consolida i dati di bilancio delle 10 BCC Venete aderenti alla Federazione Veneta e che migliora tutti gli indici che determinano la buona salute del Credito Cooperativo.

L’assemblea della Federazione Veneta oggi per l’approvazione del bilancio di esercizio 2021, la prima che si svolge nella nuova sede al dodicesimo piano del Net Centre di Padova, costituisce un nuovo punto di partenza verso un modello di rappresentanza e di servizio che è stato approntato in questo periodo e che sarà sviluppato con nuove progettualità nei prossimi mesi.

L’assemblea dei soci ha inoltre eletto il Consiglio di amministrazione che durerà in carica nei prossimi tre anni e che è composto dai rappresentanti designati delle Banche associate: vi faranno parte Giancarlo Bersan (Presidente BCC Vicentino-Pojana Maggiore), Tiziano Cenedese (Presidente Centromarca Banca), Daniele Maroldi (Presidente di BCC Valpolicella Benaco), Flavio Piva (Presidente di BCC Verona e Vicenza), Gianfranco Sasso (Presidente di Banca delle Terre Venete), Loris Sonego (Presidente di Banca delle Marca), Gianfranco Tognetti (Presidente di BCC Veronese), Alessandro Terrin (Vicepresidente di Banca Annia), Leonardo Toson (Presidente di BCC Patavina), Antonio Zamberlan (Presidente di BCC Pordenonese Monsile). Per il collegio sindacale sono stati eletti Paolo Parolin (Presidente), Alberto Beltramin e Donatello Cecchinato, con supplenti Fabiola Sasso e Alessia Filippini. L’assemblea ha poi eletto Flavio Piva alla guida della Federazione Veneta.

Il Presidente Piva, ringraziando per la confermata fiducia, ha sottolineato il valore delle recenti tappe che hanno portato alla nuova Federazione e alla prospettiva futura che il Consiglio di amministrazione si è dato.

“A gennaio 2022 ci siamo trasferiti nella nuova sede di proprietà della Federazione al dodicesimo piano del Net Centre- conferma il Presidente Flavio Piva. Una scelta che abbiamo valutato di interesse per la nuova Federazione Veneta e che ci è sembrata la migliore soluzione possibile per rilanciare il ruolo di questo organismo dopo l’entrata in vigore della riforma delle BCC e con l’avvento dell’operatività dei Gruppi bancari. Questa nuova Federazione – continua Piva- sarà fondamentale per garantire alle banche associate il presidio di tutta una serie di attività di coordinamento per progetti di sviluppo mutualistico, per la comunicazione istituzionale e per l’approfondimento di programmi di cooperazione, per la formazione identitaria, gli aspetti di socialità, cultura e solidarietà. Ma anche sul piano dei dati aggregati delle BCC venete- sottolinea il Presidente Piva- emerge un quadro di estremo interesse con un miglioramento dello stato di salute e di efficienza delle BCC che riguarda tutti gli indici”.

Il totale attivo è cresciuto passando da 21,1 miliardi a 23,7 miliardi di euro (+12,12%): la crescita è trainata da un aumento dei crediti verso la clientela che passano da 17,9 miliardi di euro del 2020 a 18,4 miliardi del 2021 (+2,8%).

Nonostante la ripresa dei consumi e l’allentamento delle restrizioni per fronteggiare l’emergenza sanitaria Covid-19, la raccolta diretta da clientela ha registrato un incremento del 14,5%, passando da 15,4 miliardi di euro a 17,6 miliardi di euro. Simile incremento (16%) si registra per la raccolta indiretta che passa dai 6,8 miliardi di euro del 2020 ai 7,8 miliardi di euro del 2021. Tale incremento è concentrato sulla raccolta di prodotti di risparmio gestito e assicurativi.

Il margine d’intermediazione si attesta a 570 milioni di euro, registrando un incremento del 22,5% su base annua. “Tale aumento – spiega il Presidente- è motivato da un robusto incremento della componente più significativa ovvero il margine d’interesse (+15,4%, che passa da 276 milioni a 338 milioni di euro) e da un balzo sostanziale dei ricavi commissionali (24,2%)”. Aumenta anche la dotazione patrimoniale delle BCC Venete. Il CET 1 passa da una media del 15,87% del 2020 al 16,83% del 2021. Nel corso del 2021, le rettifiche su crediti sono aumentate passando da 84 milioni a 119 milioni di euro. “Le motivazioni legate a tale aumento e quindi ad una politica prudente delle Banche per accantonare risorse contro i rischi assunti riguardano le moratorie sui crediti- spiega il Presidente Piva- alle quali hanno aderito una grossa quota delle imprese affidate. Aumenta anche il tasso di copertura delle esposizioni in stadio 1 (da 0,3% a 0,5%) e delle sofferenze che passa dal 70% al 78,3%”.

A riprova della buona copertura e della migliorata qualità del credito, il texas ratio (rapporto tra patrimonio netto contabile e crediti deteriorati netti) medio passa dal 33,4% al 22,2%.

Nonostante le maggiori rettifiche su crediti, il risultato netto d’esercizio delle BCC Venete è quasi raddoppiato passando da 45,3 milioni del 2020 a 71 milioni del 2021.

“La differenza del nostro modello locale e territoriale – spiega il Direttore generale Piero Collauto- è che gli utili generati servono non solo a patrimonializzare le nostre BCC e quindi a renderle più solide, ma anche a dar loro maggiore capacità di distribuire credito alle famiglie e alle imprese del territorio e a sostenere il tessuto economico, sociale e culturale con progetti e risorse concrete. Ciò che raccogliamo infatti va a finanziare esclusivamente le nostre comunità e gli utili del nostro lavoro sono reinvestiti esclusivamente nel nostro territorio di competenza”.

Per quanto riguarda la presenza sul territorio, le BCC vanno in controtendenza rispetto al sistema bancario nazionale. Rimane infatti invariato il numero degli sportelli rispetto all’esercizio precedente (374 filiali) e stabile il numero dei dipendenti a 2.741, mentre i soci sono aumentati da 99.165 unità a 101.560 unità.

“Le BCC continuano a presidiare il territorio” – rilancia il Presidente Piva. “E’ un punto irrinunciabile della nostra politica locale, che non solo fidelizza la clientela, ma che recupera posizioni laddove altri Istituti abbandonano il territorio. Questa politica nel medio-lungo periodo genera fiducia e ci consente di crescere anche nella base sociale. La differenza del nostro modello locale e territoriale è che gli utili generati servono non solo a patrimonializzare le nostre BCC e quindi a renderle più solide, ma anche a dar loro maggiore capacità di distribuire credito alle famiglie e alle imprese del territorio e a sostenere il tessuto economico, sociale e culturale con progetti e risorse concrete. Ciò che raccogliamo infatti va a finanziare esclusivamente le nostre comunità e gli utili del nostro lavoro sono reinvestiti esclusivamente nel nostro territorio di competenza.”

A rappresentare Federcasse è intervenuto il Presidente Augusto Dell’Erba.

La nostra Federazione – conclude il Presidente- rimane un presidio territoriale importante: un luogo istituzionale di confronto, di dialogo, di scambio di esperienze tradizionali e innovative e di sviluppo di progettualità comuni sui temi dell’ambiente e della sostenibilità, dell’attenzione ai soci e alle comunità, nella redazione di progetti innovativi in ambito mutualistico e solidaristico. La nuova Federazione- conclude Piva- assorbe le buone pratiche delle BCC e dà loro una visione di sistema, ma è anche una cassa di risonanza armonica per il coordinamento di percorsi di innovazione, di ricerca e di relazione con l’esterno anche in un rapporto di collaborazione con la Federazione del Nordest e il Credito Cooperativo del Friuli Venezia Giulia per la promozione della cultura bancaria e cooperativa”.​