BCC Pordenonese e Monsile: presentata la seconda edizione dello studio “MutaMenti 2022” 

Presentato il secondo rapporto sulla situazione di Friuli Venezia Giulia e Veneto lunedì 5 dicembre 2022 a Palazzo Giacomelli (Treviso). 

Si è tenuta oggi a Treviso a Palazzo Giacomelli, sede di Assindustria VenetoCentro, la presentazione del nuovo rapporto “MutaMenti 2022. Friuli-Venezia Giulia e Veneto: la sindrome del piano inclinato”, a cura di Daniele Marini, ideato e voluto da BCC Pordenonese e Monsile con il contributo del Fondo Sviluppo per la Cooperazione del Friuli-Venezia Giulia.

L’evento e i protagonisti

Nel corso dell’evento sono stati ripercorsi i temi principali del rapporto: la formazione del capitale umano, la struttura demografica, il mercato del lavoro e l’andamento del sistema produttivo del territorio del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto.

La presentazione della ricerca, dopo l’intervento introduttivo di Antonio Zamberlan, Presidente di BCC Pordenonese e Monsile, ha visto l’intervento di Monica Cominato (Provincia di Vicenza), Chiara Gargiulo (Università di Padova), Maurizio Rasera (Veneto Lavoro), Gianluca Toschi (Università di Padova). Alla tavola rotonda di approfondimento moderata da Anna De Roberto hanno partecipato Daniele Castagnaviz, Presidente di Confcooperative Friuli Venezia Giulia, Cristina Compagno (Università di Udine), Leopoldo Destro, Presidente Assindustria VenetoCentro e Flavio Piva, Presidente della Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo.

Il rapporto

Il rapporto, quest’anno alla sua seconda edizione, vuole essere uno strumento di conoscenza e di analisi utile a tutti coloro che il territorio lo vivono in ogni suo aspetto. Al centro del rapporto l’instabilità, che sempre più pervade ogni aspetto della nostra realtà facendo aumentare il numero e la frequenza dei fenomeni di discontinuità, rendendo così incerte le possibilità di fare previsioni, progetti e investimento sul futuro. In un certo senso, come si legge nel rapporto, l’instabilità sta diventando sempre più stabile.

“La sindrome del piano inclinato prende in considerazione diverse variabili- spiega Daniele Marini, curatore dello studio. Innanzitutto il tema dello spopolamento del territorio e del calo demografico, al netto dei fenomeni migratori. E poi il sistema economico, che non sta facendo sistema. Se non si fa rete si fatica a conquistare la proiezione sui mercati esteri, perdendo posizioni. Sono lontani i tempi della locomotiva del Nordest- aggiunge Marini.

Oggi il tema della digitalizzazione deve essere al centro per la cosiddetta nuova impresa 4.0. Il cambio di paradigma è essenziale”.

Il confronto con il resto d’Europa: un aggiornamento

Nel contributo al Rapporto 2021 si ricordava che Veneto e Friuli-Venezia Giulia sono due delle regioni che componevano quella che negli anni ottanta e novanta veniva definita la “locomotiva dell’economia italiana”, ma anche che la locomotiva ha rallentato la sua corsa già a partire dagli anni novanta, perdendo via via terreno rispetto ad altre aree con tessuto produttivo simile.

“Le serie storiche presentate lo scorso anno vengono aggiornate- spiega Marini. Per le regioni si aggiunge il dato del 2020, l’anno dell’esplosione della pandemia. Considerando il fatto che l’Italia, e in particolare quella settentrionale, è stata tra le aree maggiormente colpite era prevedibile aspettarsi un peggioramento del PIL pro-capite confrontato con le altre regioni europee. E in effetti il Veneto passa da 109 del 2019 a 105 nel 2020. Questo significa che se nel 2019 il PIL pro-capite era del 9% superiore rispetto a quello medio europeo, un anno dopo è ancora superiore, ma solamente del 5%- precisa Marini. Il Friuli-Venezia Giulia sostanzialmente conferma il dato dell’anno precedente, con l’indicatore che passa da 104 a 103. Va sottolineato come oramai le due regioni siano prossime ad allinearsi al valore medio europeo, quando nel 2000 partivano da valori superiori a quelli medi del 39% (Veneto) e del 32% (Friuli-Venezia Giulia)”.

Il ruolo attivo di BCC Pordenonese e Monsile

BCC Pordenonese e Monsile ha promosso per il secondo anno questa ricerca.

«Per noi un grande lavoro e un utile strumento – dichiara il Presidente di BCC Pordenonese e Monsile Antonio Zamberlan – che la nostra BCC ha voluto fornire per continuare a conoscere più a fondo le due regioni e il loro costante sviluppo e mutamento. Questo cambiamento, che oggi avviene in maniera differente rispetto ad altre regioni italiane ed europee, porta con sé importanti sfide e previsioni per il futuro sempre più inattese. In questo scenario, quindi, un’attenta e profonda analisi socio-economica può aiutarci nelle scelte che saremo chiamati a fare».

Evoluzione del mondo del lavoro. Analisi di Confcooperative Friuli-Venezia Giulia

“C’è stata negli ultimi anni una evoluzione del mondo del lavoro, con i giovani che hanno cambiato paradigma- spiega Daniele Castagnaviz, Presidente di Confcooperative Friuli- Venezia Giulia. Sono loro a scegliere l’azienda in cui lavorare e non più solo l’impresa a scegliere i giovani. La cultura sta cambiando. Da questo rapporto – commenta Castagnaviz- emerge il fatto che sia necessario per tutti gli attori socio-economici del territorio dotarsi di scarponi da montagna per fronteggiare un piano inclinato ripido e insidioso: strumenti e approcci indispensabili per affrontare le problematiche di questo periodo e superarle”.

Parte domani “Il Veneto che verrà”

La locandina dell’Evento

Inizia domani la kermesse di due giorni organizzata dalla Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo nell’Aula Magna dell’Università di Padova. Una rilettura del Veneto con nuovi parametri tra tradizione, modernità e innovazione. Tra i relatori della prima giornata Padre Ermes Ronchi, Umberto Galimberti e il Governatore Zaia.

Un momento speciale per coinvolgere tutto il Credito Cooperativo locale, regionale e nazionale e per offrire dall’osservatorio veneto un contributo di conoscenza, di approfondimento e di dibattito sui grandi temi che attraversano il Veneto sotto il profilo economico e finanziario, ma anche sociale, culturale e di salvaguardia dell’ambiente.

La Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo rilancia il modello territoriale della BCC locale che guarda alle sfide future e ai grandi temi dell’attualità. Le BCC oggi soprattutto in Veneto hanno maturato la consapevolezza del loro ruolo di sostegno alle imprese e al tessuto socio-economico produttivo puntando su capacità di ascolto, servizio, qualità della relazione e innovazione.

Un Convegno che ha per sede un luogo prestigioso, ricco di storia, di suggestione e di stimoli accademici, scientifici, culturali.

“In questa sede celebriamo quest’anno gli 800 anni di vita dell’Università di Padova e ci apriamo alle manifestazioni in ricordo dei primi 140 anni della Cooperazione di Credito in Italia- esordisce il Presidente della Federazione Veneta BCC, Flavio Piva. L’evento, realizzato in collaborazione con Federcasse e patrocinato dall’Università di Padova, proprio in virtù della sua valenza, è stato inserito nel calendario delle celebrazioni per gli 800 anni dell’Ateneo. I relatori che abbiamo invitato per questo nostro evento a Padova – aggiunge Piva- ci aiuteranno a pensare e a programmare le azioni future, a creare ponti di collaborazione, sinergie e a innalzare i nostri obiettivi verso un percorso di sostenibilità che ci permetta uno sviluppo durevole del nostro modello economico, sociale, culturale. “Abbiamo coinvolto molte realtà – spiega il Direttore generale della Federazione Veneta, Piero Collauto- e desideriamo che sia un evento sentito e percepito nel Veneto da tutti come un’occasione di dialogo in tutti i contesti e in tutti i settori”.

L’EVENTO

Il Convegno organizzato dalla Federazione Veneta BCC si terrà nell’Aula Magna “Galileo Galilei” dell’Università di Padova venerdì 28 e sabato 29 ottobre.

Il programma di domani venerdì 28 ottobre con inizio alle ore 14,30 vede la partecipazione di Padre Ermes Ronchi per rileggere la storia dei Padri Fondatori del Credito Cooperativo in chiave moderna nella sua relazione “Un Nuovo Umanesimo: da Loreggia all’ecologia integrale”, mentre il professor Antonio Parbonetti, Prorettore dell’Università di Padova, proporrà un intervento sui criteri ESG e sull’importanza di saper misurare per gestire. Il filosofo e scrittore Umberto Galimberti terrà una lectio sui grandi temi della Bellezza, mentre la parte sociale del Credito Cooperativo nei grandi progetti è affidata ad Alessandro Azzi, Presidente della Fondazione Tertio Millennio. Le traiettorie per il Credito Cooperativo Veneto saranno percorse dall’intervento del Presidente della Federazione Veneta BCC, Flavio Piva. Conduce la giornalista Rai Maria Pia Zorzi.

A conclusione della giornata di studi il Governatore del Veneto Luca Zaia sarà intervistato da Federica Morello sul tema “Il Veneto che verrà tra economia, socialità e gestione del territorio”.

Per il giorno successivo sabato 29 ottobre con inizio alle ore 9,00 è prevista una sessione plenaria aperta alla società civile e agli operatori economici. Il taglio del Convegno sarà incentrato sull’attualità e sull’analisi della situazione reale del Paese e della nostra regione, con una parte finale più propriamente istituzionale, economica e finanziaria. Sono stati invitati come relatori gli economisti Veronica De Romanis, docente alla Luiss di Roma e alla Stanford University e Paolo Gubitta, docente dell’Università di Padova che parlerà dell’impresa moderna e di come dovrà essere in futuro. Attesa la partecipazione del geologo CNR e divulgatore scientifico Mario Tozzi che proporrà la sua tesi sull’equilibrio precario. Ci sarà una parte dedicata alle BCC in una visione di sistema nazionale e locale e in ottica europea con la sfida del Credito Cooperativo. Ospiti della sessione, moderata dalla giornalista di Rai News 24 Eva Giovannini, saranno la Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento Europeo, Irene Tinagli e il Direttore generale di Federcasse Sergio Gatti.

I DATI IMPORTANTI E IL RUOLO DELLE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO

Sono 15 le Banche di Credito Cooperativo in Veneto con 616 sportelli e 883 ATM attivi, dislocati in 383 Comuni. In 85 Comuni le BCC sono l’unica presenza bancaria. Nel 2022 si sono registrati impieghi per 19,7 miliardi di euro (+3,7%, a fronte dello 0,01% dell’industria bancaria), mentre la raccolta è stata di 26,7 miliardi di euro (+6% delle BCC contro il 2,5% dell’industria bancaria). Il Credito Cooperativo in Veneto ha la fiducia di 130 mila soci (+1,2% rispetto all’anno precedente) e conta sul lavoro di 3.652 dipendenti (+ 0,4% rispetto all’anno precedente).

“Il 72% del risparmio raccolto dalle BCC diventa credito per l’economia locale- precisa il Presidente Piva – mentre il 95% dei finanziamenti erogati è destinato alle imprese, alle famiglie e alle associazioni dello stesso territorio in cui le BCC raccolgono il risparmio. Almeno il 70% degli utili netti è destinato a riserva legale, mentre la quota di utili rimanenti è destinata a fini di beneficenza o mutualità.

LA TRADIZIONE VERSO LA MODERNITA’ E LA SPINTA ALL’INNOVAZIONE

“Sarà un viatico per riappropriarci di quei valori autentici della mission cattolica e dello spirito di servizio, di mutualità, socialità e attenzione al creato e alle comunità locali che hanno ispirato fin dagli anni ottanta dell’Ottocento l’azione dei Padri fondatori delle odierne Banche di Credito Cooperativo- spiega il Presidente della Federazione Veneta delle BCC, Flavio Piva. Le BCC di oggi nascono proprio in Veneto con Leone Wollemborg a Loreggia in provincia di Padova e con don Luigi Cerutti nel veneziano: da queste prime esperienze venete, sorte sulla scia della Rerum Novarum, con l’intento di fermare la terribile piaga dell’usura, il seme delle banche di comunità cresce e si sviluppa in tutta Italia. E’ quindi importante per noi rileggere quella storia, dare valore al percorso e interpretare l’attualità in modo profondo e ispirato, per riprendere in mano il nostro ruolo di servizio con slancio rinnovato e ispirazione illuminata nei diversi settori del vivere civile”.

“Il Veneto che verrà”

La Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo rilancia il modello territoriale
E rilegge il Veneto con nuovi parametri tra tradizione, modernità e innovazione

Un momento speciale per coinvolgere tutto il Credito Cooperativo locale, regionale e nazionale e per offrire dall’osservatorio veneto un contributo di conoscenza, di approfondimento e di dibattito sui grandi temi che attraversano il Veneto sotto il profilo economico e finanziario, ma anche sociale, culturale e di salvaguardia dell’ambiente.

La Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo rilancia il modello territoriale della BCC locale che guarda alle sfide future e ai grandi temi dell’attualità. Le BCC oggi soprattutto in Veneto hanno maturato la consapevolezza del loro ruolo di sostegno alle imprese e al tessuto socio-economico produttivo puntando su capacità di ascolto, servizio, qualità della relazione e innovazione.

“Sarà un viatico per riappropriarci di quei valori autentici della mission cattolica e dello spirito di servizio, di mutualità, socialità e attenzione al creato e alle comunità locali che hanno ispirato fin dagli anni ottanta dell’Ottocento l’azione dei Padri fondatori delle odierne Banche di Credito Cooperativo- spiega il Presidente della Federazione Veneta delle BCC, Flavio Piva.

Le BCC di oggi nascono proprio in Veneto prima con l’azione laica di Leone Wollemborg a Loreggia in provincia di Padova, poi ad opera di don Luigi Cerutti a Gambarare di Mira nel veneziano: da queste prime esperienze venete, sorte sulla scia della Rerum Novarum, con l’intento di fermare la terribile piaga dell’usura, il seme delle banche di comunità cresce e si sviluppa in tutta Italia. E’ quindi importante per noi rileggere quella storia, dare valore al percorso e interpretare l’attualità in modo profondo e ispirato, per riprendere in mano il nostro ruolo di servizio con slancio rinnovato e ispirazione illuminata nei diversi settori del vivere civile”.

L’EVENTO

Il Convegno organizzato dalla Federazione Veneta BCC si terrà nell’Aula Magna “Galileo Galilei” dell’Università di Padova venerdì 28 e sabato 29 ottobre.

Un Convegno che ha per sede un luogo prestigioso, aulico, ricco di storia, di suggestione e di stimoli accademici, scientifici, culturali nell’anno 2022 che celebra gli 800 anni di vita dell’Università di Padova e che si apre alla celebrazione dei primi 140 anni della Cooperazione di Credito in Italia. L’evento, realizzato in collaborazione con Federcasse e patrocinato dall’Università di Padova, proprio in virtù della sua valenza, è stato inserito nel calendario delle celebrazioni per gli 800 anni dell’Ateneo.

“I relatori che abbiamo invitato per questo nostro evento a Padova – aggiunge Piva- ci aiuteranno a pensare e a programmare le azioni future, a creare ponti di collaborazione, sinergie e a innalzare i nostri obiettivi verso un percorso di sostenibilità che ci permetta uno sviluppo durevole del nostro modello economico, sociale, culturale”.

DUE GIORNI DI RELATORI E OSPITI DI RILIEVO

Il programma del 28 ottobre con inizio alle 14,30 costituisce una sessione di approfondimento dedicata agli amministratori del Credito Cooperativo regionale e nazionale, con tanti ospiti e invitati. Padre Ermes Ronchi rileggerà la storia dei Padri Fondatori del Credito Cooperativo in chiave moderna nella sua relazione “Un Nuovo Umanesimo: da Loreggia all’ecologia integrale”, mentre il professor Antonio Parbonetti, Prorettore dell’Università di Padova, proporrà un intervento sui criteri ESG e sull’importanza di saper misurare per gestire. Il filosofo e scrittore Umberto Galimberti terrà una lectio sui grandi temi della Bellezza, mentre la parte sociale del Credito Cooperativo nei grandi progetti è affidata ad Alessandro Azzi, Presidente della Fondazione Tertio Millennio. Le conclusioni sono affidate al Presidente Piva. Conduce la giornalista Rai Maria Pia Zorzi.

Per il giorno successivo sabato 29 ottobre con inizio alle ore 9,00 è prevista una sessione plenaria aperta alla società civile e agli operatori economici. Il taglio del Convegno sarà incentrato sull’attualità e sull’analisi della situazione reale del Paese e della nostra regione, con una parte finale più propriamente istituzionale, economica e finanziaria. Sono stati invitati come relatori gli economisti Veronica De Romanis, docente alla Luiss di Roma e alla Stanford University e Paolo Gubitta, docente dell’Università di Padova che parlerà dell’impresa moderna e di come dovrà essere in futuro. Attesa la partecipazione del geologo CNR e divulgatore scientifico Mario Tozzi che proporrà la sua tesi sull’equilibrio precario. Ci sarà una parte dedicata alle BCC in una visione di sistema nazionale e locale e in ottica europea con la sfida del Credito Cooperativo. Ospiti della sessione, moderata dalla giornalista di Rai News 24 Eva Giovannini, saranno la Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento Europeo, Irene Tinagli e il Direttore generale di Federcasse Sergio Gatti. E’ prevista una parte istituzionale con un’intervista al Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia sui grandi temi che interessano la regione.

UNA FOTOGRAFIA DEL VENETO

Le Banche di Credito Cooperativo hanno voluto immaginare “Il Veneto che verrà”.

“E abbiamo voluto scattare una fotografia da cui partire per le nostre riflessioni e le nostre proposte- spiega Piero Collauto, Direttore generale della Federazione Veneta BCC.

Partiremo da dati e numeri reali, che abbiamo misurato in uno studio preliminare commissionato al prof. Luca Romano, direttore di Local Area Network. Ma partiamo anche dai nostri dati di sistema, che ci mostrano una fotografia di Banche solide, in salute e  molto attive a sostegno del territorio”.

Lo studio del Veneto oggi indica che la forza economica è ancora molto vigorosa ed è confermata dal dato del PIL che supera, nei due anni post Covid, la forte contrazione del 2020. Una forza che, in Veneto, è accompagnata da un carattere distintivo di un miglior differenziale, rispetto a regioni forti limitrofe, di qualità della vita. La qualità della vita è un elemento sociale prima che economico, riguarda anche valori intangibili, che appare cruciale soprattutto per le generazioni degli attivi maturi e degli anziani, mentre viene considerato meno dalle giovani generazioni. Queste, infatti, attraverso un’alta scolarizzazione sono proiettate anche a un’alta aspettativa occupazionale, che poi si traduce in un incremento significativo di expat.

La fotografia scattata dal nostro studio evidenzia diversi aspetti: il consolidamento nell’area centrale veneta di una piattaforma a base urbana e industriale diffusa con crescita economica in varietà, innovazione e qualità in un contesto sociale soddisfacente; un certo appannamento della gerarchia urbana dei capoluoghi come poli dell’economia della conoscenza, con conseguente minore presidio del terziario frammentato dei servizi e del lavoro terziario direzionale/professionale; la vigorosa ripresa dei flussi turistici soprattutto stranieri a beneficio di Venezia e Verona, delle altre città d’arte, della montagna, del lago e delle terme con la contestuale crescita delle economie orientate dalla domanda di benessere; una geografia delle aree di margine, le aree interne del Delta e le terre più alte della montagna veneta, segnate da spopolamento, invecchiamento della popolazione e rarefazione delle opportunità di lavoro e dei servizi.

I DATI IMPORTANTI E IL RUOLO DELLE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO

Sono 15 le Banche di Credito Cooperativo in Veneto con 616 sportelli e 883 ATM attivi, dislocati in 383 Comuni. In 85 Comuni le BCC sono l’unica presenza bancaria. Nel 2022 si sono registrati impieghi per 19,7 miliardi di euro (+3,7%, a fronte dello 0,01% dell’industria bancaria), mentre la raccolta è stata di 26,7 miliardi di euro (+6% delle BCC contro il 2,5% dell’industria bancaria). Il Credito Cooperativo in Veneto ha la fiducia di 130 mila soci (+1,2% rispetto all’anno precedente) e conta sul lavoro di 3.652 dipendenti (+ 0,4% rispetto all’anno precedente).

“Il 72% del risparmio raccolto dalle BCC diventa credito per l’economia locale- precisa il Presidente Piva – mentre il 95% dei finanziamenti erogati è destinato alle imprese, alle famiglie e alle associazioni dello stesso territorio in cui le BCC raccolgono il risparmio. Almeno il 70% degli utili netti è destinato a riserva legale, mentre la quota di utili rimanenti è destinata a fini di beneficenza o mutualità.

Riteniamo – prosegue il Presidente- che il futuro richieda di concentrarci su tre grandi questioni: l’accompagnamento della ristrutturazione delle filiere produttive guardando non solo in alto, ma soprattutto a fornire servizi, consulenza e risorse per investimenti alla base della piramide, alle PMI, alle microimprese e al lavoro autonomo nelle grande transizione ambientale, digitale e demografica; la connessione tra studio e lavoro per i giovani con l’attivazione di strumenti e canali di personalizzazione della presa in carico; lo sviluppo di forti economie sociali sia nei centri urbani che nelle aree di margine mobilitando anche la silver economy per rafforzare le solidarietà comunitarie ai fragili, malati, poveri ed esclusi, come gli anziani soli, purtroppo in crescita”.

UNA NUOVA OPERA D’ARTE

“Per dare un alto valore simbolico a questo incontro abbiamo commissionato ad una artista contemporanea del nostro Veneto, Anna Piratti, un’opera d’arte per rilanciare temi e propositi, rievocando anche visivamente il Maestrale, il vento maestro della navigazione che soffia nel bacino del Mediterraneo. Partiamo da una scia fatta di centinaia di barche di carta bianca, a rappresentare l’umanità che viaggia, cui aggiungeremo le nostre, uniche, diverse, di colore rosso: quelle che rappresenteranno le nostre scelte e i nostri progetti.

Per questo Convegno abbiamo coinvolto molte realtà – conclude Piva- e desideriamo che sia un evento sentito e percepito nel Veneto da tutti come un’occasione di dialogo in tutti i contesti e in tutti i settori”.

Festival nazionale dell’Economia Civile |Alla ricerca di senso

Il mercato è davvero l’unico e incontrastato padrone del nostro tempo? E chi determina le regole d’ingaggio? E’ possibile cambiare prospettiva o siamo tutti stritolati da un meccanismo viziato che ci costringe a vivere come altri hanno programmato? Persone, lavoro, relazioni; e tante opportunità da cogliere dopo un periodo che ci mette nella condizione di riprogrammare il futuro, di ripartire. La terza edizione del Festival dell’Economia civile raccoglie spunti, stimoli, proposte e rilancia strategie e finalità. Tutto da cambiare quindi? Lo abbiamo chiesto ad alcuni dei protagonisti del Festival, anche provocatoriamente, per capire quale potrebbe essere l’evoluzione della storia con breve prospettiva. Ripartiamo dai territori e dal Bene Comune. Le nostre interviste a Stefano Zamagni, Economista, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali Leonardo Becchetti, Economista, Direttore del Festival nazionale Economia Civile Augusto Dell’Erba, Presidente di Federcasse Sergio Gatti, Direttore generale di Federcasse

Territori vincenti, fare rete per ripartire

Un convegno organizzato da Banca di Verona in era post emergenza Covid 19 per rinsaldare il legame economico, culturale e imprenditoriale tra il Trentino e Verona e trovare così in una sinergia di obiettivi e di intenti un potente alleato per vincere le nuove sfide del mercato. I dati portati a convegno attestano che i territori sono ancora centrali per la crescita e lo sviluppo delle imprese. Con alcune specifiche. La tavola rotonda, coordinata dal Direttore de Il Trentino, Paolo Mantovan, ha visto protagonisti Paolo Arena, Presidente dell’aeroporto Catullo di Verona, Giovanni Bort, Presidente di Confcommercio Trentino, Giovanni Mantovani, Direttore generale di VeronaFiere, Fausto Manzana, Presidente di Confindustria Trento e Valentino Trainotti, Direttore generale di Banca di Verona. Le nostre interviste a: Flavio Piva, Presidente di Banca di Verona Valentino Trainotti, Direttore generale di Banca di Verona Paolo Arena, Presidente dell’Aeroporto Valerio Catullo di Verona Fausto Manzana, Presidente di Confindustria Trento

Ambasciatori dell’Economia Civile

Ripartire dalle nostre radici per orientare la barra del timone verso un futuro sostenibile, durevole, inclusivo, partecipato. L’Italia riparte dai suoi Comuni, dalle strade alla mobilità lenta, dal ciclo dei rifiuti, dagli asili nido, dalla qualità dell’aria e dalla partecipazione civile. Nella giornata conclusiva del Festival nazionale dell’Economia Civile, inaugurato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, uno spaccato di buone pratiche e di idee virtuose da parte delle Amministrazioni locali: prassi che sono generative perché replicabili e perché mettono in moto la capacità di fare squadra per il Bene comune. C’era anche un po’ di Veneto nella cinquina finalista del bando per le Pubbliche Amministrazioni: quel Veneto solidale e concreto rappresentato dai progetti del @Comune di Este (4H) e del @Comune di Treviso (Treviso Fund).MOSTRA MENO

2° Festival Nazionale dell’Economia Civile | L’Economia che Ri-genera

Torna a Firenze a Palazzo Vecchio la seconda edizione del Festival nazionale dell’Economia Civile. Un’occasione per parlare del tema della Ri-generazione. Ecco come ve lo raccontiamo in appena 4 minuti a partire dai protagonisti dell’inaugurazione venerdì 25 settembre 2020, in una geografia delle relazioni ridisegnata dalle disposizioni anti Covid 19. Nato da un’idea di Federcasse, che lo promuove insieme a Confcooperative, organizzato e progettato con NeXt (Nuova Economia Per Tutti) e SEC (Scuola di Economia Civile) – e con il contributo di Fondosviluppo, Assimoco, Federazione Toscana delle BCC, Coopersystem e Assicooper – il Festival ha l’obiettivo di rendere concreti e connessi tra loro i modelli di sviluppo sostenibile in Italia. Dando voce ad una “società civile” in movimento che guarda ad una nuova economia possibile, autenticamente “generativa” ossia in grado di determinare impatti positivi, concretamente verificabili e misurabili, sulla vita delle persone. Rafforzando elementi come la reciprocità, fiducia, valorizzazione del capitale umano. Per una economia che, a maggior ragione dopo la più grave emergenza sanitaria e sociale del secondo dopoguerra, metta al centro la creazione di valore economico equo e sostenibile, l’occupazione, la sostenibilità ambientale e sanitaria, partendo dalle buone pratiche attivate da cittadinanza attiva, imprese responsabili, mercato e istituzioni. Saranno ospiti del Festival, tra gli altri, il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli, i ministri Elena Bonetti (Famiglia) e Sergio Costa (Ambiente), il presidente dell’Istat Giancarlo Blangiardo, il Direttore della Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, i giornalisti Luciano Fontana (Direttore Corriere della Sera), Marco Tarquinio (Direttore Avvenire), Enrico Mentana (Direttore Tg La 7), Marzia Roncacci (Tg2 Rai), Adriana Pannitteri (Tg1 Rai). Come per la precedente edizione, sono previsti anche momenti di musica, cultura e spettacolo. Tra gli ospiti per queste sezioni Neri Marcorè (a presentare l’esperienza originale del Festival “Risorgimarche”), Lodo Guenzi, Francesco Gabbani, Leo Gassmann. Il Festival sarà anche l’occasione per presentare la “Carta di Firenze”, il documento programmatico dell’Economia Civile, un documento da sottoscrivere per chiunque si riconosca nei grandi insegnamenti dell’Economia Civile. Sabato 26 settembre, inoltre, sarà presentata la seconda edizione del Rapporto “Le città del Ben-vivere” realizzato dal quotidiano Avvenire in collaborazione con Federcasse e SEC – Scuola di Economia Civile. Domenica 27 settembre previsto l’intervento conclusivo del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.