BCC Pordenonese e Monsile: presentata la seconda edizione dello studio “MutaMenti 2022” 

Presentato il secondo rapporto sulla situazione di Friuli Venezia Giulia e Veneto lunedì 5 dicembre 2022 a Palazzo Giacomelli (Treviso). 

Si è tenuta oggi a Treviso a Palazzo Giacomelli, sede di Assindustria VenetoCentro, la presentazione del nuovo rapporto “MutaMenti 2022. Friuli-Venezia Giulia e Veneto: la sindrome del piano inclinato”, a cura di Daniele Marini, ideato e voluto da BCC Pordenonese e Monsile con il contributo del Fondo Sviluppo per la Cooperazione del Friuli-Venezia Giulia.

L’evento e i protagonisti

Nel corso dell’evento sono stati ripercorsi i temi principali del rapporto: la formazione del capitale umano, la struttura demografica, il mercato del lavoro e l’andamento del sistema produttivo del territorio del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto.

La presentazione della ricerca, dopo l’intervento introduttivo di Antonio Zamberlan, Presidente di BCC Pordenonese e Monsile, ha visto l’intervento di Monica Cominato (Provincia di Vicenza), Chiara Gargiulo (Università di Padova), Maurizio Rasera (Veneto Lavoro), Gianluca Toschi (Università di Padova). Alla tavola rotonda di approfondimento moderata da Anna De Roberto hanno partecipato Daniele Castagnaviz, Presidente di Confcooperative Friuli Venezia Giulia, Cristina Compagno (Università di Udine), Leopoldo Destro, Presidente Assindustria VenetoCentro e Flavio Piva, Presidente della Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo.

Il rapporto

Il rapporto, quest’anno alla sua seconda edizione, vuole essere uno strumento di conoscenza e di analisi utile a tutti coloro che il territorio lo vivono in ogni suo aspetto. Al centro del rapporto l’instabilità, che sempre più pervade ogni aspetto della nostra realtà facendo aumentare il numero e la frequenza dei fenomeni di discontinuità, rendendo così incerte le possibilità di fare previsioni, progetti e investimento sul futuro. In un certo senso, come si legge nel rapporto, l’instabilità sta diventando sempre più stabile.

“La sindrome del piano inclinato prende in considerazione diverse variabili- spiega Daniele Marini, curatore dello studio. Innanzitutto il tema dello spopolamento del territorio e del calo demografico, al netto dei fenomeni migratori. E poi il sistema economico, che non sta facendo sistema. Se non si fa rete si fatica a conquistare la proiezione sui mercati esteri, perdendo posizioni. Sono lontani i tempi della locomotiva del Nordest- aggiunge Marini.

Oggi il tema della digitalizzazione deve essere al centro per la cosiddetta nuova impresa 4.0. Il cambio di paradigma è essenziale”.

Il confronto con il resto d’Europa: un aggiornamento

Nel contributo al Rapporto 2021 si ricordava che Veneto e Friuli-Venezia Giulia sono due delle regioni che componevano quella che negli anni ottanta e novanta veniva definita la “locomotiva dell’economia italiana”, ma anche che la locomotiva ha rallentato la sua corsa già a partire dagli anni novanta, perdendo via via terreno rispetto ad altre aree con tessuto produttivo simile.

“Le serie storiche presentate lo scorso anno vengono aggiornate- spiega Marini. Per le regioni si aggiunge il dato del 2020, l’anno dell’esplosione della pandemia. Considerando il fatto che l’Italia, e in particolare quella settentrionale, è stata tra le aree maggiormente colpite era prevedibile aspettarsi un peggioramento del PIL pro-capite confrontato con le altre regioni europee. E in effetti il Veneto passa da 109 del 2019 a 105 nel 2020. Questo significa che se nel 2019 il PIL pro-capite era del 9% superiore rispetto a quello medio europeo, un anno dopo è ancora superiore, ma solamente del 5%- precisa Marini. Il Friuli-Venezia Giulia sostanzialmente conferma il dato dell’anno precedente, con l’indicatore che passa da 104 a 103. Va sottolineato come oramai le due regioni siano prossime ad allinearsi al valore medio europeo, quando nel 2000 partivano da valori superiori a quelli medi del 39% (Veneto) e del 32% (Friuli-Venezia Giulia)”.

Il ruolo attivo di BCC Pordenonese e Monsile

BCC Pordenonese e Monsile ha promosso per il secondo anno questa ricerca.

«Per noi un grande lavoro e un utile strumento – dichiara il Presidente di BCC Pordenonese e Monsile Antonio Zamberlan – che la nostra BCC ha voluto fornire per continuare a conoscere più a fondo le due regioni e il loro costante sviluppo e mutamento. Questo cambiamento, che oggi avviene in maniera differente rispetto ad altre regioni italiane ed europee, porta con sé importanti sfide e previsioni per il futuro sempre più inattese. In questo scenario, quindi, un’attenta e profonda analisi socio-economica può aiutarci nelle scelte che saremo chiamati a fare».

Evoluzione del mondo del lavoro. Analisi di Confcooperative Friuli-Venezia Giulia

“C’è stata negli ultimi anni una evoluzione del mondo del lavoro, con i giovani che hanno cambiato paradigma- spiega Daniele Castagnaviz, Presidente di Confcooperative Friuli- Venezia Giulia. Sono loro a scegliere l’azienda in cui lavorare e non più solo l’impresa a scegliere i giovani. La cultura sta cambiando. Da questo rapporto – commenta Castagnaviz- emerge il fatto che sia necessario per tutti gli attori socio-economici del territorio dotarsi di scarponi da montagna per fronteggiare un piano inclinato ripido e insidioso: strumenti e approcci indispensabili per affrontare le problematiche di questo periodo e superarle”.

Presentata a Chioggia “Patavina con Te” ETS

L’Associazione con scopo mutualistico espressione di BCC Patavina opererà nel territorio padovano e veneziano, ovvero nei Comuni presidiati dagli sportelli della BCC. Oggi la presentazione nella Sala Consiliare del Comune di Chioggia alla presenza del Sindaco Mauro Armelao e del Vicario generale del Vescovo, Monsignor Francesco Zen.

Uno strumento di crescita e di sostegno al territorio. Questo il messaggio che BCC Patavina lancia alla propria base sociale e alla clientela, creando ex novo un’associazione no-profit, Ente del terzo settore, che opererà nell’ambito del welfare allargato, al servizio del territorio.

Nasce su iniziativa di BCC Patavina (che ne è Socio Sostenitore) in linea con quanto previsto dall’articolo 2 dello statuto della BCC e con la Carta dei Valori del Credito Cooperativo. Nel modello Comipa, cui Patavina con Te aderisce, le Mutue sono Enti di tipo associativo con natura assistenziale e personalità giuridica, basate sul mutuo soccorso.

Alla presentazione avvenuta nella Sala Consiliare del Comune di Chioggia sono intervenuti Mauro Armelao, Sindaco di Chioggia, Mirko Trovato, Vicepresidente di Banca Patavina, Daniela Galante, Presidente di Patavina con Te ETS e il Vicario generale del Vescovo, Monsignor Francesco Zen, che hanno evidenziato l’importanza di questa nuova iniziativa per il territorio e hanno rilanciato la volontà di fare rete e sinergia per il bene della comunità, soprattutto delle famiglie, dei giovani, ma anche delle persone fragili che vanno sostenute e aiutate.

Presenti tutti gli amministratori della Mutua e molti rappresentanti delle associazioni di categoria di Chioggia.

Perché nasce Patavina con Te ETS

“Il Credito Cooperativo sta vivendo una fase di profondo cambiamento- annuncia il Presidente di BCC Patavina, Leonardo Toson. L’avvio operativo dei Gruppi Bancari Cooperativi vede tutti gli attori del sistema impegnati nella realizzazione di una realtà innovativa nel panorama bancario nazionale, chiamata a confrontarsi e a competere sul mercato. Tuttavia in questo contesto e in un clima di crescente incertezza e di preoccupazione generale – continua Toson- emerge con chiarezza la necessità di orientare le scelte strategiche locali nella direzione di un ritorno alle radici della cooperazione. Per questo motivo abbiamo pensato come Banca che fosse importante dare un segnale e investire su progetti concreti di aiuto e di sostegno al nostro tessuto sociale, culturale ed economico, mettendo in pratica i nostri principi statutari in ottica moderna, interpretando bisogni e richieste dalle comunità. Il tutto- continua il Presidente della BCC- garantendo il coordinamento con gli indirizzi strategici della banca e valorizzando le relazioni con i soggetti economici locali, con i soci e con i clienti”.

Da chi è fondata e nell’ambito di quale progetto opera Patavina con te ETS

“È fondata da BCC Patavina che è il Socio Sostenitore, alla quale si sono affiancati 34 soci fondatori- spiega Daniela Galante, Presidente di Patavina con Te. Ha un proprio Consiglio di Amministrazione e si avvale di una struttura operativa che opera in stretta collaborazione con BCC Patavina: una macchina organizzata e ben collaudata, che in questo periodo ha messo in atto un articolato piano di formazione interna per assicurare fin da subito piena operatività all’utenza”.

In quali ambiti opera la Mutua

Patavina Con Te ETS opera a favore degli associati con una specifica attenzione al settore sociale, educativo, ricreativo e sanitario, per promuovere e gestire un sistema mutualistico integrativo e complementare al servizio sanitario nazionale. Possono diventare soci di Patavina con Te ETS i soci e i clienti di BCC Patavina.

Perché diventare soci

“Perché diventare soci?- rilancia la Presidente. Ai soci di Patavina con Te ETS sono riservati molti vantaggi.

Innanzitutto si usufruisce di una serie di sconti presso le strutture convenzionate; ma si possono ottenere rimborsi sulle prestazioni mediche e di analisi effettuate presso le strutture convenzionate. Inoltre la Mutua consente di partecipare a campagne di prevenzione periodiche.

E’ offerta ampia assistenza in campo sanitario, con la possibilità di scegliere all’interno della rete delle strutture sanitarie convenzionate, con un numero verde dedicato all’assistenza. E inoltre- continua Galante- si partecipa ad iniziative, eventi ricreativi e gite organizzate dalla Mutua, si ricevono sussidi per la nascita dei figli e per l’iscrizione ad asili e scuole. Ai soci viene rilasciata la Carta MutuaSalus, ovvero una tessera telematica nominativa personale che permette al titolare e ai suoi familiari (figli minori di 18 anni) iscritti di usufruire di prestazioni e servizi sociosanitari in tutti i punti convenzionati in Italia con Comipa. E in più si dispone di un portale dedicato (www.patavinaconte.it) per poter ottenere online i benefici. Oltre a rimborsi e sussidi i soci di Patavina con Te possono usufruire di sconti e convenzioni vantaggiose per tutta una serie di attività sul territorio e nell’acquisto di beni e servizi.

Particolare attenzione – conclude la Presidente- è dedicata alle famiglie e ai soci giovani under 30.  A questi ultimi in particolare abbiamo riservato sussidi universitari, ma anche per attività sportiva e culturale. Non dimentichiamo le opportunità che riguardano eventi di formazione, eventi musicali e viaggi in Italia e all’estero”.

Come diventare Soci

Si versa una piccola quota associativa una tantum e la quota annuale di adesione. Sarà necessario rivolgersi al proprio gestore di BCC Patavina o in alternativa si accede direttamente alla sezione dedicata del sito internet (www.patavinaconte.it).

Vantaggi per gli operatori che si convenzionano e che concedono sconti e facilitazioni ai soci di Patavina con Te ETS

“Ci sono vantaggi commerciali e di visibilità anche per gli operatori locali che entreranno a far parte di questa rete-  spiega la Presidente Daniela Galante. L’operatore attraverso il convenzionamento con Patavina con Te garantirà al nostro socio uno sconto diretto apprezzabile, che noi offriamo dunque come beneficio oltre ai sussidi previsti dal regolamento. In questo modo l’operatore accede al network nazionale Comipa, con visibilità su tutti i siti delle Mutue aderenti. Il Socio della Mutua potrà quindi richiedere una prestazione ad un operatore anche al di fuori del suo territorio e della sua regione, ottenendo il rimborso previsto. L’opportunità è apprezzata soprattutto per chi viaggia, per chi è in vacanza o si trasferisce per brevi o lunghi periodi. Il servizio è garantito in tutto il territorio nazionale. Oltre alle convenzioni in essere- aggiunge Galante- stiamo riscontrando molto interesse dal territorio in relazione a nuovi convenzionamenti. La rete quindi è in procinto di espandersi e di portare a cascata benefici ai nostri associati e agli operatori: un circuito virtuoso, che grazie alla Banca e alla Mutua sarà volano anche per l’economia locale”.

Patavina con Te ETS, parte del network SPAZIO SALUTE BCC VENETO

Patavina con Te è parte di un network chiamato Spazio Salute BCC Veneto.

“Si tratta- spiega Piero Collauto- direttore generale della Federazione Veneta BCC- di un sistema di mutualità associativa, promosso dalla Federazione Veneta Banche di Credito Cooperativo in partnership con Comipa in ottica di coordinamento e di condivisione delle buone pratiche: un progetto che coinvolge tutte le 10 BCC Venete aderenti alla Federazione e che mette in rete le migliori esperienze organizzative e le migliori risposte a vantaggio delle comunità e dei territori”.

BCC di Verona e Vicenza e Banca Patavina sottoscrivono una lettera di intenti per valutare l’avvio di un progetto aggregativo

I Presidenti di Bcc di Verona e Vicenza e di Banca Patavina hanno sottoscritto una lettera d’intenti per dare avvio a un percorso aggregativo che, in caso di esito positivo degli approfondimenti richiesti, avrebbe efficacia a partire dal gennaio 2024. 

Si tratta di un’operazione strategica tra due BCC – la prima con sede a Fara Vicentino (VI)-Verona Cadidavid e la seconda a Piove Sacco (PD) – sane sotto il profilo economico-reddituale e patrimonialmente solide, che costituiscono istituti di riferimento nel rispettivo territorio di insediamento, in un contesto economico-sociale tra i più dinamici del Paese. 

L’operazione darebbe origine a una delle Banche di Credito Cooperativo di maggiori dimensioni, grazie ai 56 sportelli della BCC di Verona e Vicenza e ai 38 della Banca Patavina, in un territorio di competenza che non presenta sovrapposizioni e che si estende nelle province di Verona, Vicenza, Padova, Venezia, Treviso, Rovigo e nelle confinanti province di Trento e Mantova. La compagine sociale aggregata conterebbe oltre 29.000 soci tra privati e imprese. 

Entrambe le BCC sono appartenenti al Gruppo BCC Iccrea, il quarto gruppo bancario in Italia per attivi, cui aderiscono 120 BCC presenti in oltre 1.700 comuni italiani con quasi 2.500 sportelli.  

Banca delle Terre Venete presenta il nuovo Direttore Generale

In foto il Direttore generale Eugenio Adamo

Una banca in continua evoluzione, che cresce nella sua capacità di dare risposte, che riprogetta la sua organizzazione interna, che si dota di strumenti e risorse per essere al passo con i tempi. E che si interroga sul ruolo che potrà interpretare tra cinque anni, in una visione a medio termine che non si fermi al presente, ma che guardi al futuro.

Banca delle Terre Venete rilancia la sua capacità di sostegno al territorio con nuovi obiettivi strategici sfidanti. E alla vigilia della presentazione del nuovo Direttore generale rende noti gli ottimi dati dei primi nove mesi di attività.

“Il clima di incertezza pesa e riduce la capacità di programmazione e di investimento di famiglie e imprese- commenta il Presidente della Banca, Gianfranco Sasso. Ma abbiamo impostato per tempo il lavoro, per essere pronti e per dare il sostegno e il supporto necessario al tessuto sociale e produttivo che caratterizza il nostro territorio veneto. I risultati che abbiamo conseguito al 30 settembre ci danno il quadro di una banca in salute che può davvero fare la differenza: solida, efficiente, con dati eccellenti, tra l’altro riconosciuti da rapporti indipendenti pubblicati su prestigiose riviste. E tuttavia- conferma Sasso- non ci fermeremo a questi ottimi risultati, perché il margine di crescita ci obbliga ad un ulteriore salto di qualità”.

Eugenio Adamo, nuovo direttore generale di banca delle Terre Venete

Il nuovo Direttore è Eugenio Adamo, classe 1961 e viene dal mondo della cooperazione di credito.

Prima di entrare nella compagine della BCC è stato Chief Lending Officer del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea. Ha ricoperto incarichi di rilevo nelle società di riferimento del Gruppo, maturando una esperienza di circa 35 anni in ambito bancario e in particolare nel settore creditizio e degli affari.

Gli incarichi ricevuti hanno quasi sempre avuto per oggetto aree e unità di nuova costituzione su progetti spesso caratterizzati da elevata complessità organizzativa e manageriale nonché rilevanza strategica.

Proprio in questi ultimi giorni – prosegue Sasso- abbiamo accolto il nuovo Direttore generale, Eugenio Adamo, che potrà dare un valore aggiuntivo fondamentale per dare concretezza esecutiva agli obiettivi

che il nostro Consiglio di amministrazione si è posto- commenta il Presidente Sasso. Sabato 17 dicembre abbiamo organizzato un evento plenario con tutta la nostra struttura e sarà un momento di ascolto, di condivisione e di confronto costruttivo per definire le prossime tappe del nostro percorso”.

I tre pilastri che reggono la nuova sfida

Sono tre i pilastri su cui punta la Banca: la solidità interpretata dal patrimonio e da un’operatività crescente, la peculiarità di essere banca di relazione e la capacità di connotarsi come banca digitale.

“Da queste strutture portanti dell’orientamento strategico, si innestano le tre sfide della sostenibilità, dell’innovazione, delle nuove generazioni- spiega il Presidente. Sono questi gli obiettivi che ci impegneranno in un percorso di valori, dove il servizio al territorio non sia solo una risposta finanziaria, ma una consulenza a tutto tondo.

Mi piace pensare ad una Banca in cui sia motivante per tutti riconoscersi, dove si respiri tra soci, amministratori, dipendenti e collaboratori un senso forte di appartenenza- commenta il Presidente. Dove la nostra BCC sia uno strumento, ma anche un’opportunità, attrattiva di talenti, stimolante di proposte, anche nuove, anche controcorrente, utili e concrete. Stiamo lavorando proprio su questo”.

Solidità ed efficienza

I dati andamentali al 30 settembre confermano l’ottimo stato di salute della Banca, che opera con 58 sportelli nelle province di Vicenza, Treviso, Padova e Verona, vantando 14.300 soci e 120 mila clienti.

I crediti verso la clientela ammontano a 1,7 miliardi di euro e si mantengono stabili rispetto alla fine dell’anno precedente. Da inizio anno sono stati erogati finanziamenti ai soci e clienti per oltre 232 milioni di euro: di questi 112 milioni sono stati destinati alle famiglie e 120 milioni alle imprese.

“Banca delle Terre Venete ha continuato a privilegiare un’attenta politica sul credito, riducendo l’ammontare delle NPE ed aumentando ulteriormente la copertura del rischio” commenta il Presidente Sasso.

Il rapporto tra il credito deteriorato lordo ed il totale dei crediti (NPL ratio) si attesta al 5,26% (era pari al 6,13% al 31/12/2021), mentre lo stesso rapporto calcolato al netto delle rettifiche di valore (net NPL ratio) scende allo 0,95% (era al 1,03% a dicembre 2021). La copertura complessiva del rischio per i crediti deteriorati è pari all’ 83%, nettamente superiore alla media di sistema.

Stabile anche la raccolta diretta, che ammonta a 2,74 miliardi di euro, mentre la raccolta indiretta risente inevitabilmente degli effetti negativi di mercato derivanti dall’attuale contesto economico e finanziario.

La crescita operativa della Banca ha prodotto risultati positivi anche sul conto economico, con commissioni nette che si incrementano del 5,6% rispetto all’anno precedente ed con un margine di intermediazione che supera i 71 milioni di euro, rispetto ai 66 dello stesso periodo del 2021.

La banca si conferma particolarmente solida con un livello di mezzi propri pari a 313 milioni di euro ed un CET1 ratio del 24,9%.

Organizzazione e capacità di sostegno al territorio

E’ stata riprogettata l’area delle risorse umane, per lavorare sulle capacità delle persone, per disegnare ruoli e strategie, per rinsaldare i legami interni attraverso l’ascolto, il lavoro in squadra, la condivisione di obiettivi, di risultati, di offerta.

“Forti di quanto abbiamo costruito-conclude il Presidente Sasso- saremo vicini alle famiglie e alle imprese. Ci faremo trovare pronti e operativi, per supportare l’economia reale, incentivare piani di sviluppo orientati alla sostenibilità e ai criteri ESG; ma saremo propositivi verso i giovani, che per noi rimangono una risorsa fondamentale in una visione di lungo periodo”.

Valpolicella Benaco Banca lancia l’evento “IN BCC le aziende incontrano i giovani del territorio”

Il Presidente Maroldi: “Attraverso questo progetto del Gruppo BCC Iccrea nella nostra Banca le aziende incontrano i giovani e si confrontano con loro”.

L’incontro tra domanda e offerta di lavoro è riservato ai giovani del territorio e a farsene portavoce nella sua sede è una Banca di Credito Cooperativo. Valpolicella Benaco Banca, d’intesa con la Talent Acquisition del Gruppo BCC Iccrea, punta sulla relazione e sulla conoscenza diretta tra giovani e PMI per imprimere un’accelerazione sull’assistenza alle imprese, anche dal punto di vista della crescita qualitativa.

L’appuntamento è per mercoledì 30 novembre dalle ore 10 alle 13,30 nella Sala Incontri di Valpolicella Benaco Banca in Via dell’Artigianato, 5 a Valgatara di Marano di Valpolicella. Nel pomeriggio, a completamento del percorso, è stata organizzata invece attività di orientamento a studenti delle scuole secondarie superiori. Obiettivo dell’incontro è quello di creare valore mettendo in connessione giovani risorse già vicine al sistema del Credito Cooperativo o appartenenti alla comunità locale con la Banca e con altre quattro prestigiose aziende del territorio ovvero Masi Agricola, Cerin, Camping Bella Italia e Grafical.

Ogni realtà imprenditoriale nel corso della mattinata racconterà il proprio business, i valori, la storia e soprattutto le attuali offerte di lavoro.

“I dettagli di queste offerte sono già disponibili da tempo sul sito web della nostra Banca – avverte sottolinea Il Presidente di Valpolicella Benaco Banca, Daniele Maroldi. Molti giovani si sono già iscritti per l’evento in presenza e hanno inviato il loro curriculum di studi e di esperienze. La nostra segreteria ha riscontrato una buona partecipazione e molta aspettativa. Si tratta di una occasione importante- prosegue Maroldi- che può contribuire a orientare il mondo giovanile, spesso allettato da prospettive di formazione post universitaria all’estero, verso un mercato locale ricco di opportunità. Un contesto che offre stimoli, che è in espansione, che cerca professionalità e che mette a disposizione opportunità di formazione e di crescita professionale- continua Maroldi. La relazione è fondamentale, se non si crea si perdono risorse. Per questo motivo- commenta il Presidente- noi abbiamo pensato di fare da traino come BCC, da calamita per valorizzare ciò che di bello e di interessante produce il nostro territorio”.

“Il progetto ci ha appassionato e ci ha stimolato anche dal punto di vista industriale- commenta il Direttore generale Alessandro De Zorzi. Lo abbiamo mutuato da un laboratorio di idee del Gruppo BCC Iccrea che lo promuove in tutta Italia e che nel nostro Veneto può trovare un terreno molto fertile.

Le BCC proprio per la loro stessa missione sono un fattore di collegamento privilegiato tra le PMI e i giovani. Per questo abbiamo colto la sfida e ci siamo messi a disposizione di aziende socie e clienti per questa prima iniziativa, alla quale seguiranno, ne sono certo, molte altre occasioni in futuro”.

BCC Pordenonese e Monsile investe sul futuro e premia 102 studenti eccellenti

Consegnate le borse di studio in una cerimonia che ha riunito i giovani di 4 province

BCC Pordenonese e Monsile ha celebrato l’eccellente traguardo per meriti scolastici raggiunto da 102 giovani soci e figli di soci, nella splendida cornice del Teatro Verdi di Pordenone, alla presenza delle famiglie, degli amministratori e dei vertici aziendali.

Sono risultati equamente rappresentati i vari indirizzi di studio e le provenienze territoriali delle 4 province in cui opera banca, ovvero Pordenone, Venezia, Treviso e Udine. 

Sono 38 gli studenti, soci e figli di soci, che hanno conseguito il diploma della scuola secondaria di secondo grado nell’anno scolastico 2021/2022: di questi 20 con il massimo dei voti e 9 con lode. Tre sono stati gli studenti dell’Istituto tecnico Superiore Alto Adriatico che hanno conseguito il relativo diploma, dei quali 2 con lode. Gli studenti saliti sul palco hanno spiegato alla presenza della Direttrice della Fondazione ITS Alto Adriatico Lucia Renzetti che l’Istituto, la cui sede è presso il Consorzio Universitario di Pordenone, è nato nel 2020 e rappresenta una tra le prime realtà didattiche attive in Italia in ambito ICT, offrendo una formazione di eccellenza post diploma nel campo dell’informatica e del digitale.

Inoltre sono stati premiati 61 giovani laureati nell’anno 2021: di essi 26 hanno conseguito la laurea triennale, 14 dei quali con lode e 35 hanno conseguito la laurea specialistica  magistrale, 29 dei quali con lode.

Un’attenzione particolare è stata riservata a Benedetta Storer, diplomata con il massimo dei voti all’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione “Massimo Alberini” di Lancenigo di Villorba (TV), che aspira a diventare una maître di sala, mettendo in campo impegno e determinazione per realizzare i suoi obiettivi. A lei la Banca ha riservato un regalo speciale, uno zaino colorato personalizzato con il suo nome e dei libri sulle bellezze della natura e di ricette facili e veloci da fare in casa.

Presenti alla cerimonia il Presidente di BCC Pordenonese e Monsile Antonio Zamberlan, il responsabile dell’ufficio soci e comunicazione, Massimo Drigo e il Sindaco di Pordenone, Alessandro Ciriani, intervenuto per elogiare i ragazzi per i brillanti risultati raggiunti, sottolineando il ruolo dei genitori come educatori e accompagnatori del loro percorso di crescita. Ciriani ha poi ringraziato BCC Pordenonese e Monsile per essere sempre attiva verso il mondo giovanile e attenta nei confronti della comunità e del territorio.

“Siamo orgogliosi di aver potuto premiare di persona tanti ragazzi del territorio che si sono distinti per il proprio impegno e per i risultati raggiunti al termine del ciclo di studi – ha dichiarato il Presidente di BCC Pordenonese e Monsile, Antonio Zamberlan. Dal 2020 ad oggi la nostra BCC ha premiato complessivamente 338 studenti e ha investito 240 mila euro in borse di studio. Per noi si tratta davvero di un investimento- continua Zamberlan- che va a sottolineare il merito, ma anche l’impegno e la costanza dei giovani e il sacrificio delle famiglie, che in questa occasione abbiamo potuto riunire durante le premiazioni e lo spettacolo teatrale. I nostri giovani sono il futuro ed è compito nostro accompagnarli in questo percorso di crescita”.

Bcc Pordenonese e Monsile, Banca del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea e prima Bcc del Nord Est per numero di Soci, conta 58 filiali, metà delle quali operative in Veneto nelle province di Venezia e Treviso e metà operative in Friuli Venezia Giulia nelle province di Pordenone e Udine.

Banca Veronese ottiene le 5 stelle di Altroconsumo

La Banca di Credito Cooperativo si aggiudica le 5 stelle nel rapporto Altroconsumo e annuncia l’apertura di una nuova filiale a Bussolengo (VR)

Sede di Banca Veronese a Bovolone (VR)

Non tutte le banche abbandonano il territorio. Anzi c’è chi va in controtendenza e sta valutando l’apertura di nuovi presidi come un valore aggiunto strategico dal punto di vista imprenditoriale.

Il Presidente di Banca Veronese, Gianfranco Tognetti, con la Direzione della Banca annuncia proprio in questi giorni la decisione del Consiglio di Amministrazione di aprire un nuovo sportello a Bussolengo in provincia di Verona, per supportare famiglie e imprese di quel territorio.

“La filiale sarà aperta i primi giorni di gennaio del 2023, ma stiamo già lavorando in quel territorio per stabilire contatti con il tessuto imprenditoriale locale – annuncia Tognetti. Il primo evento di avvicinamento alla data dell’apertura si svolgerà mercoledì 23 novembre al Montresor Hotel Tower e sarà un incontro focalizzato proprio sull’impresa e sul valore del rapporto banca-azienda”.

Oltre al Presidente Tognetti e al Direttore generale Martino Fraccaro, parteciperanno il Sindaco di Bussolengo Roberto Brizzi, il Presidente di Confagricoltura Verona, Alberto De Togni e Roberta Conte, esperta di finanza aziendale e di gestione di rapporti con le banche.

“Il territorio e le comunità ci dimostrano fiducia- commenta Tognetti. I dati al 30 settembre, dopo un semestre di ottimi risultati, ci danno la fotografia di una BCC solida e in salute, pronta ad allargare la propria zona di operatività in provincia di Verona. Il rapporto recentissimo di Altroconsumo assegna a Banca Veronese cinque stelle, ovvero il rating massimo con un punteggio di 250,6 che tiene conto di un’analisi incrociata su alcuni dati ovvero il CET 1, il Total Capital Ratio e il Texas Ratio. Con un CET 1 al 23,23% (che migliora al 30 settembre la performance chiusa nel 2021 al 20,84%) e un Texas Ratio al 15,32% la banca dimostra la sua capacità di rimanere a presidio del territorio con indici di solidità ragguardevoli” commenta Tognetti.

La fotografia al 30 settembre restituisce altri dati interessanti riferiti all’operatività della banca, con un utile a 8,5 milioni di euro e con il margine di intermediazione che si attesta a 21 milioni di euro (contro i 19 milioni di euro dello stesso periodo del 2021). Gli impieghi alla clientela pur in lieve flessione si mantengono sostanzialmente stabili a 426 milioni di euro, pur in un contesto macro-economico che si riverbera in modo preoccupante sull’economia locale e sulla minore propensione agli investimenti sia per i privati, sia per le aziende.  La raccolta complessiva raggiunge i 990 milioni di euro.

“Le erogazioni di Banca Veronese al 30 settembre sono state di 38 milioni di euro a cui si aggiungono 6.6 milioni di euro erogati tramite Iccrea Banca d’impresa sotto forma di Leasing, finanziamenti in pool con agevolazione Sabatini e Finanziamenti al consumo– conclude Tognetti. Per noi è fondamentale continuare ad essere protagonisti e promotori dello sviluppo del territorio e dell’economia locale”.

Festa dell’albero. Piantiamo alberi per il nostro futuro.

Cresce il BancaBosco grazie al progetto Life Terra, con Legambiente Veneto e BCC di Verona e Vicenza che in occasione dell’annuale Festa dell’Albero piantano 500 nuovi alberi in due aree urbane del Veneto.

Coinvolti i Comuni di Marano Vicentino (VI) e di Villa Bartolomea (VR) con eventi di messa a dimora il 19 e 21 novembre con la partecipazione di scuole, famiglie, associazioni ed enti del territorio.

Presentati oggi i nuovi progetti di rimboschimento urbano messi a punto in collaborazione con i Comuni di Marano Vicentino (VI) e di Villa Bartolomea (VR), che verranno realizzati grazie alla collaborazione siglata tra Legambiente Veneto e BCC di Verona e Vicenza, che prevede la messa a dimora di 500 nuovi alberi in occasione dell’annuale Festa dell’albero che ricorre il 21 di novembre sotto l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica.

Grazie al sostegno di BCC di Verona e Vicenza, in collaborazione con Legambiente Veneto e i Comuni di Marano Vicentino e di Villa Bartolomea, sono programmate due azioni di messa a dimora per un totale di 500 alberi. Si tratta di un progetto di riforestazione urbana che ha l’obiettivo di agire nella mitigazione dell’inquinamento ambientale e nel contrasto al cambiamento climatico e che rientra nell’ambito dei progetti BancaBosco e Life Terra che si pongono l’obiettivo di aumentare la superficie boscata nelle aree di pianura e di coinvolgere cittadini ed amministratori nella cura del verde urbano e della natura.

Il 19 novembre alle ore 10 presso il Parco della Solidarietà di Comune di Marano Vicentino (VI) e il 21 novembre alle ore 10 in via Borgo della Chiesa nella frazione Carpi del Comune di Villa Bartolomea (VR), i soggetti promotori dell’iniziativa assieme a volontari, scuole e cittadini, si attiveranno per contribuire al benessere delle persone, del loro territorio e del pianeta, mettendo a dimora tutti assieme le nuove piante.

Oltre alle due aree in cui si terranno gli eventi pubblici, il progetto prevede di piantare alberi e arbusti anche in altre zone urbane.

A Marano Vicentino saranno coinvolte tre aree pubbliche, per un totale di 200 nuove piante: al Parco della Solidarietà si interverrà con l’obiettivo di integrare la vegetazione già presente, mentre al parco di via Tessaro sarà realizzato un piccolo bosco urbano. La terza è un’area sgambamento cani, dove saranno messi a dimora 40 alberi da frutto selvatici, a disposizione dei cittadini per sviluppare progetti con fini benefici.

A Villa Bartolomea il rimboschimento avverrà in tre aree pubbliche per un totale di 300 nuove piante: in via Borgo della Chiesa, con l’obiettivo di realizzare un grande bosco urbano lungo il fiume Adige, che oltre a svolgere un ruolo importante per la popolazione locale, sarà anche un punto di sosta per coloro che percorreranno l’adiacente pista ciclabile, in quanto è previsto di arricchire l’area, nel tempo, con interventi di arredo urbano.

Il secondo intervento sarà realizzato in zona industriale, per creare una barriera antinquinamento più cospicua, e il terzo sarà nel parco di Villa Ghedini dove verrà completato il progetto di rinnovamento del parco stesso, inaugurato di recente.

Tutte le specie scelte sono autoctone e non invasive: aceri, carpini, farnie, ontani, frassini, salici, biancospino, cerri, piante da frutto selvatiche.

I progetti di piantumazione sono stati realizzati da Marta Boscagin dottoressa in architettura per la parte progettuale, in collaborazione con Elisa Carrossa dottoressa in Scienze Forestali e Ambientali per la parte della selezione delle specie.

I nuovi progetti di rimboschimento urbano prevedono anche il coinvolgimento delle scuole dei due Comuni: In totale sono circa 140 gli alunne/i delle scuole primarie, che parteciperanno ad un percorso laboratoriale di avvicinamento alla Festa dell’Albero messo a punto da Legambiente. Tema centrale del laboratorio sarà il ruolo cruciale svolto dalla presenza degli alberi in città, ma si parlerà anche del funzionamento di un ecosistema e dell’importanza della biodiversità, nonché del compito degli insetti impollinatori.

Oltre allo svolgimento del laboratorio a scuola, come momento conclusivo del percorso, alunni e alunne saranno coinvolti nell’azione di messa a dimora che sarà realizzata nel proprio Comune.

La BCC di Verona e Vicenza sostiene il percorso in quanto è consapevole che le dinamiche ambientali rappresentano la sfida del futuro e l’argomento ESG è stato fatto proprio per la sua attualità e per mettere a sistema ambiente, etica sociale e governance: l’intersezione tra queste tre variabili può diventare determinante per concretizzare il concetto di sostenibilità.

“La nostra banca è da sempre attenta alle tematiche ESG e la sostenibilità è tra i punti cardine nella definizione delle nostre strategie” dichiara Flavio Piva, Presidente della BCC di Verona e Vicenza. “E’ un privilegio lanciare con Legambiente Veneto un progetto di tale portata a livello sia nazionale che europeo: condividere l’iniziativa con un partner vicino alle tematiche ambientali, ci consente di promuovere la mission di banca di comunità e i nostri principi ispiratori per la crescita responsabile e sostenibile del nostro territorio.

“Nel 2021 il Gruppo BCC Iccrea ha varato la “Carta degli impegni di Gruppo in materia di Ambiente e Cambiamento Climatico” prosegue il Direttore Generale della BCC, Leopoldo Pilati. “Questo documento sancisce e rinnova il nostro impegno concreto e responsabile nei confronti dei temi ambientali, anche a garanzia del perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU. In tale ambito, la nostra BCC ne ha subito recepito e fatto propri i contenuti, abbracciando le sfide fissate nell’Agenda 2030, per confermare l’impegno ESG nell’ambito della finanza sostenibile.

Bancabosco è il progetto promosso da Federcasse – l’Associazione nazionale del Credito Cooperativo – che ha lo scopo di riforestare diverse località italiane, individuate di volta in volta sulla base di accordi di Legambiente con i Comuni. Ripopolare il patrimonio boschivo uno degli obiettivi dell’Agenda 2030: piantare alberi è una delle forme di intervento tra le più efficaci contro la lotta alla crisi climatica e per la tutela dell’ecosistema e della biodiversità.

Life Terra è un progetto, cofinanziato dalla Commissione europea nell’ambito del Programma LIFE, a cui partecipano ben 16 organizzazioni di 8 diversi paesi in Europa e di cui Legambiente è l’unico partner italiano. Life Terra ha l’ambizioso obiettivo di piantare 500 milioni di alberi entro il 2025, di cui 9 milioni in Italia, con il coinvolgimento della società civile e del mondo della scuola, aziende ed enti. Il progetto Life Terra, al motto di “Let’s plant together” intende creare un vero e proprio movimento di cittadini attivisti che in tutta Europa si mobilitano per mitigare il clima piantando alberi.

Lo scopo del progetto europeo Life Terra è quello di costituire nuovi spazi verdi urbani, incrementare le foreste e la biodiversità urbana, al fine di migliorare la sostenibilità del territorio e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici sulle persone e sul pianeta. Fondamentale è anche il coinvolgimento delle scuole, per sensibilizzare bambini/e e ragazzi/e all’importanza, al rispetto e alla tutela dell’ambiente. Life Terra non è solo piantumazione di alberi ma è anche cura e per questo il progetto non si esaurirà nella sola piantumazione, ma continuerà nell’impegno delle amministrazioni e dei cittadini che seguiranno la crescita degli alberi.

BCC Pordenonese e Monsile finanzia parte dei lavori di restauro della navata che ospita i confessionali della Chiesa e Santuario di San Francesco di Treviso e presenta i dati in continua crescita dall’anno dell’unione delle due realtà – avvenuta nel 2019 –  durante la Festa dei Soci organizzata a Treviso

Cena sociale organizzata presso “Prato Fiera” a Treviso per oltre 1300 Soci nelle due serate del 3 e 4 novembre 2022: la terza Banca di credito cooperativo per volumi di Friuli Venezia Giulia e Veneto si conferma parte attiva nello sviluppo sociale e nel coinvolgimento delle persone alla vita della Cooperativa

Treviso, 4 novembre 2022 – BCC Pordenonese e Monsile, in occasione della Festa del Socio tenutasi ieri sera 3 novembre con la partecipazione di circa 700 Soci a “Prato Fiera” a Treviso, ha illustrato a tutti i presenti i risultati di bilancio conseguiti nell’ultimo triennio.

Il report ha dimostrato una crescita dal punto di vista di: numero di soci (da 18.170 a oltre 20.000) del numero di clienti (da 76.126 a oltre 80.000), numero di conti correnti (da 73.256 a oltre 77.000), dal volume della raccolta diretta della clientela (da 2.001.113 a oltre 2.400.000) e degli impieghi vivi (da 1.555.043 a oltre 1.700.000).

Dopo due anni di pandemia il CdA della nostra BCC ha fortemente voluto incontrare fisicamente i Soci, mettendo al centro il valore primario della banca: le persone. I soci sono importanti interlocutori del nostro operare per i territori nei quali offriamo i nostri servizi e il nostro presidio, in termini di crescita economica e sociale e per noi è importante trovare occasioni di confronto e ascolto, come questa” ha dichiarato il Presidente Antonio Zamberlan.

“L’iniziativa ha avuto una grandissima partecipazione al punto che abbiamo immediatamente voluto raddoppiare l’evento, riproponendo un’altra serata stasera,  per accogliere tutti i Soci che hanno manifestato il desiderio di prendere parte all’incontro” ha proseguito con orgoglio il Presidente.

Durante l’evento il Direttore Generale Gianfranco Pilosio ha confermato l’impegno della Banca nei confronti della promozione e dello sviluppo della comunità locale informando del contributo del valore di 22.000 euro a sostegno dei lavori di restauro della penitenzieria della Chiesa e Convento di San Francesco di Treviso, significativo punto di riferimento per l’intera comunità trevigiana. Durante la serata presente anche il Sindaco di Treviso, Mario Conte, che con il suo intervento ha ringraziato nuovamente la Banca definita come un partner sempre disponibile ed attento alle esigenze del territorio.

Il Direttore Generale Gianfranco Pilosio ha sottolineato che, a testimonianza della volontà di prestare concretamente ascolto ai propri soci, in fase di prenotazione sono state raccolte le domande dei Soci sui diversi temi di loro interesse rispetto alle attività della banca e sono state redatte puntuali risposte consultabili dai Soci presenti ai due appuntamenti, attraverso una pagina raggiungibile tramite QRCode.

Parte domani “Il Veneto che verrà”

La locandina dell’Evento

Inizia domani la kermesse di due giorni organizzata dalla Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo nell’Aula Magna dell’Università di Padova. Una rilettura del Veneto con nuovi parametri tra tradizione, modernità e innovazione. Tra i relatori della prima giornata Padre Ermes Ronchi, Umberto Galimberti e il Governatore Zaia.

Un momento speciale per coinvolgere tutto il Credito Cooperativo locale, regionale e nazionale e per offrire dall’osservatorio veneto un contributo di conoscenza, di approfondimento e di dibattito sui grandi temi che attraversano il Veneto sotto il profilo economico e finanziario, ma anche sociale, culturale e di salvaguardia dell’ambiente.

La Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo rilancia il modello territoriale della BCC locale che guarda alle sfide future e ai grandi temi dell’attualità. Le BCC oggi soprattutto in Veneto hanno maturato la consapevolezza del loro ruolo di sostegno alle imprese e al tessuto socio-economico produttivo puntando su capacità di ascolto, servizio, qualità della relazione e innovazione.

Un Convegno che ha per sede un luogo prestigioso, ricco di storia, di suggestione e di stimoli accademici, scientifici, culturali.

“In questa sede celebriamo quest’anno gli 800 anni di vita dell’Università di Padova e ci apriamo alle manifestazioni in ricordo dei primi 140 anni della Cooperazione di Credito in Italia- esordisce il Presidente della Federazione Veneta BCC, Flavio Piva. L’evento, realizzato in collaborazione con Federcasse e patrocinato dall’Università di Padova, proprio in virtù della sua valenza, è stato inserito nel calendario delle celebrazioni per gli 800 anni dell’Ateneo. I relatori che abbiamo invitato per questo nostro evento a Padova – aggiunge Piva- ci aiuteranno a pensare e a programmare le azioni future, a creare ponti di collaborazione, sinergie e a innalzare i nostri obiettivi verso un percorso di sostenibilità che ci permetta uno sviluppo durevole del nostro modello economico, sociale, culturale. “Abbiamo coinvolto molte realtà – spiega il Direttore generale della Federazione Veneta, Piero Collauto- e desideriamo che sia un evento sentito e percepito nel Veneto da tutti come un’occasione di dialogo in tutti i contesti e in tutti i settori”.

L’EVENTO

Il Convegno organizzato dalla Federazione Veneta BCC si terrà nell’Aula Magna “Galileo Galilei” dell’Università di Padova venerdì 28 e sabato 29 ottobre.

Il programma di domani venerdì 28 ottobre con inizio alle ore 14,30 vede la partecipazione di Padre Ermes Ronchi per rileggere la storia dei Padri Fondatori del Credito Cooperativo in chiave moderna nella sua relazione “Un Nuovo Umanesimo: da Loreggia all’ecologia integrale”, mentre il professor Antonio Parbonetti, Prorettore dell’Università di Padova, proporrà un intervento sui criteri ESG e sull’importanza di saper misurare per gestire. Il filosofo e scrittore Umberto Galimberti terrà una lectio sui grandi temi della Bellezza, mentre la parte sociale del Credito Cooperativo nei grandi progetti è affidata ad Alessandro Azzi, Presidente della Fondazione Tertio Millennio. Le traiettorie per il Credito Cooperativo Veneto saranno percorse dall’intervento del Presidente della Federazione Veneta BCC, Flavio Piva. Conduce la giornalista Rai Maria Pia Zorzi.

A conclusione della giornata di studi il Governatore del Veneto Luca Zaia sarà intervistato da Federica Morello sul tema “Il Veneto che verrà tra economia, socialità e gestione del territorio”.

Per il giorno successivo sabato 29 ottobre con inizio alle ore 9,00 è prevista una sessione plenaria aperta alla società civile e agli operatori economici. Il taglio del Convegno sarà incentrato sull’attualità e sull’analisi della situazione reale del Paese e della nostra regione, con una parte finale più propriamente istituzionale, economica e finanziaria. Sono stati invitati come relatori gli economisti Veronica De Romanis, docente alla Luiss di Roma e alla Stanford University e Paolo Gubitta, docente dell’Università di Padova che parlerà dell’impresa moderna e di come dovrà essere in futuro. Attesa la partecipazione del geologo CNR e divulgatore scientifico Mario Tozzi che proporrà la sua tesi sull’equilibrio precario. Ci sarà una parte dedicata alle BCC in una visione di sistema nazionale e locale e in ottica europea con la sfida del Credito Cooperativo. Ospiti della sessione, moderata dalla giornalista di Rai News 24 Eva Giovannini, saranno la Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento Europeo, Irene Tinagli e il Direttore generale di Federcasse Sergio Gatti.

I DATI IMPORTANTI E IL RUOLO DELLE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO

Sono 15 le Banche di Credito Cooperativo in Veneto con 616 sportelli e 883 ATM attivi, dislocati in 383 Comuni. In 85 Comuni le BCC sono l’unica presenza bancaria. Nel 2022 si sono registrati impieghi per 19,7 miliardi di euro (+3,7%, a fronte dello 0,01% dell’industria bancaria), mentre la raccolta è stata di 26,7 miliardi di euro (+6% delle BCC contro il 2,5% dell’industria bancaria). Il Credito Cooperativo in Veneto ha la fiducia di 130 mila soci (+1,2% rispetto all’anno precedente) e conta sul lavoro di 3.652 dipendenti (+ 0,4% rispetto all’anno precedente).

“Il 72% del risparmio raccolto dalle BCC diventa credito per l’economia locale- precisa il Presidente Piva – mentre il 95% dei finanziamenti erogati è destinato alle imprese, alle famiglie e alle associazioni dello stesso territorio in cui le BCC raccolgono il risparmio. Almeno il 70% degli utili netti è destinato a riserva legale, mentre la quota di utili rimanenti è destinata a fini di beneficenza o mutualità.

LA TRADIZIONE VERSO LA MODERNITA’ E LA SPINTA ALL’INNOVAZIONE

“Sarà un viatico per riappropriarci di quei valori autentici della mission cattolica e dello spirito di servizio, di mutualità, socialità e attenzione al creato e alle comunità locali che hanno ispirato fin dagli anni ottanta dell’Ottocento l’azione dei Padri fondatori delle odierne Banche di Credito Cooperativo- spiega il Presidente della Federazione Veneta delle BCC, Flavio Piva. Le BCC di oggi nascono proprio in Veneto con Leone Wollemborg a Loreggia in provincia di Padova e con don Luigi Cerutti nel veneziano: da queste prime esperienze venete, sorte sulla scia della Rerum Novarum, con l’intento di fermare la terribile piaga dell’usura, il seme delle banche di comunità cresce e si sviluppa in tutta Italia. E’ quindi importante per noi rileggere quella storia, dare valore al percorso e interpretare l’attualità in modo profondo e ispirato, per riprendere in mano il nostro ruolo di servizio con slancio rinnovato e ispirazione illuminata nei diversi settori del vivere civile”.