Storie venete di frontiera – dal labirinto dei sentieri del fare al vero senso di comunità

Sono stati due giorni intensi e ricchi di spunti quelli proposti a Venezia, nell’isola di San Giorgio Maggiore, dalla Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo: una riflessione e un dibattito che ha riunito personalità di spicco e rappresentanze nazionali del Credito Cooperativo su aspetti economici, finanziari e sociali del Veneto, tra dati e tendenze per capire come nel territorio veneto sia stato possibile costruire negli ultimi 60 anni un vero senso di comunità.

Aprendo i lavori il Presidente Flavio Piva ha sottolineato come quella veneta sia una frontiera aperta e dinamica, attenta a trarre vantaggio dalle differenze, operosa. Hanno portato il loro saluto Augusto Dell’Erba (Presidente Federcasse), Sergio Gatti (Direttore generale di Federcasse) che si è soffermato sul valore e sui dati dell’impegno delle BCC nei territori e a favore delle comunità, Giuseppe Maino (Presidente di Iccrea Banca s.p.a.).

A portare il saluto delle Istituzioni il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti. Ha condotto la mattinata di studi Roberto Iotti, Vicedirettore de Il Sole 24 ore.

Le storie del Veneto di frontiera raccontate dagli ospiti

Una bottega del futuro, tutta di arte, di economia e di commercio. Con questo esordio lo scrittore Pietrangelo Buttafuoco, Presidente della Biennale di Venezia, ha parlato dei giovani e di come spingere le nuove generazioni a costruire un domani fatto di esperienza, di bellezza, di civiltà. Con proposte concrete per fare in modo che i giovani si formino e crescano culturalmente nelle nostre città, accoglienti e per tutti, affinché portino idee e dinamismo e lavorino per i loro territori.

Matteo Marzotto, imprenditore e civil servant intervistato da Roberto Iotti, Vicedirettore de Il Sole 24 ore ha portato la sua straordinaria esperienza fatta di cultura familiare, di storia, di sensibilità, di attenzione alle persone. Dal suo personale osservatorio, ha parlato di come si possa costruire l’impresa del futuro con i mattoni della responsabilità sociale, dell’etica, dell’umanità.

Emozionante la testimonianza di Luciana Traetta, Direttrice del penitenziario di Vicenza intervistata dalla giornalista Federica Morello. Come affrontare il male oscuro: scontare la pena tra opportunità di rieducazione ed esigenze di sicurezza non è stato solo un viaggio in un carcere come luogo di sofferenza, ma anche una visione di riscatto, di dignità. Applausi a scena aperta quando ha raccomandato all’economia e alla finanza riunita nella Sala Arazzi della Fondazione Cini a Venezia di non fermarsi di fronte alla burocrazia e alle scartoffie, ma di cercare sempre prima l’uomo, la persona, anche quando questo è privato del bene più prezioso: la libertà.

E per finire il giornalista Paolo Possamai, che ha messo in luce come l’imprenditore veneto di oggi e di ieri sia figlio della Serenissima. Nel dna si porta i geni del mercante veneziano, amministratore di una villa nata con la funzione di centro di produttività e di filiera, di un fulcro propulsivo e opportunità per mettere insieme risorse e mezzi al servizio della collettività e della laboriosità: da Andrea Palladio a Elon Musk.

Lo studio sul Veneto

Giovani, sociale e spirito di comunità priorità per le Bcc

Il cambiamento del paradigma sociale ed economico del Veneto: è questo il ritratto della nostra regione nell’indagine presentata da Renato Mason (Cgia Mestre) e Chiara Tronchin (Fondazione Leone Moressa) e commentata dal sociologo Aldo Bonomi con l’introduzione di Piero Collauto, Direttore della Federazione Veneta BCC.

Le trasformazioni in atto – è la tesi – influenzeranno inevitabilmente anche i bisogni delle persone, delle famiglie e delle stesse comunità. Anche il Veneto è alle prese con l`inverno demografico: solo il 30% dei comuni – in prevalenza si tratta di quelli di medie dimensioni, con una popolazione fra i 15 e i 25 mila abitanti – ha registrato un aumento demografico: aumenta la speranza di vita, ma questo significa anche un numero maggiore di anziani e una riduzione della popolazione attiva. Parallelamente, la regione da territorio di emigrazione è diventato terra di immigrazione: con una popolazione straniera residente che supera le 500 mila unità è la quarta regione italiana per presenza.

Cambia anche la struttura della comunità: cresce significativamente il numero delle famiglie, ma sono di dimensioni sempre più ridotte (quelle monocomponenti sono ormai il 35% del totale), con un indebolimento delle tradizionali reti di supporto. Resta saldo il ruolo del no profit, rappresentato da oltre 30 mila istituzioni, che coinvolgono 81 mila dipendenti e circa 424 mila volontari. È questo il quadro in cui le Bcc conquistano spazio (l’incidenza sul totale del sistema bancario regionale è salita da 11,7% del 2016 al 15,2% dell`ultimo anno) e continuano a svolgere il loro ruolo, mantenendo una forte presenza sul territorio – anche nelle aree a rischio desertificazione e abbandono – e a stretto contatto con il bisogni delle persone e del tessuto economico: quasi il 100% del credito erogato è indirizzato all’economia reale, con oltre 10,4 miliardi destinati alle imprese e quasi 9 alle famiglie.

Le direttrici per il futuro sono chiare, ha sottolineato Sergio Gatti, direttore di Federcasse: «Siamo banche che alimentano l`innovazione supportando le aziende più intraprendenti: puntiamo a ridurre le diseguaglianze e accompagnare le transizioni a cominciare da quella energetica, per creare una prosperità condivisa».

Un ruolo in evoluzione, per il quale il presidente Piva individua le prossime priorità: «Vogliamo dialogare con i comuni e puntare sui giovani, comprendendo i loro bisogni e investendo sulla loro formazione, anche con l`investimento nelle start up e nel sostegno alle aziende che creano le condizioni adatte ad attrarre le nuove generazioni che, va detto, spesso scelgono la strada dell’estero a fronte di regole di ingaggio troppo basse».

Le BCC venete e l’impegno sociale per il territorio con un video, prodotto da Galileus, che racconta questa mission per le comunità

Il servizio di trasporto sociale che nel Pordenonese muove 40 mezzi e 400 volontari, lo sportello degli amministratori di sostegno volontari per chi è in difficoltà, gli studi medici solidali, il progetto “la strada giusta” per insegnare ai giovani della provincia di Vicenza le conseguenze di un comportamento sbagliato alla guida; ma anche la corsa dedicata alle donne (17mila nell’edizione clou) che a Treviso ha raccolto fondi per la lotta contro i tumori.

E ancora la strumentazione medica all`avanguardia per indagare i disturbi del respiro, l’alleanza con i principali enti culturali (dal Teatro Stabile del Veneto all`Arena di Verona), l’adozione per concretizzare i progetti delle associazioni locali con un bando di finanziamento, l’accoglienza nella casa confiscata alla mafia, i centri d’ascolto e il supporto alla Città della Speranza, che a Padova è in prima linea per la cura, l’assistenza e la ricerca pediatrica. Ma anche i progetti trasversali in Veneto sull’educazione finanziaria dei giovani con “Educashon”, per la valorizzazione della componente sociale femminile all’interno delle BCC, l’azione di promozione dell’attività delle Mutue targate Credito Cooperativo Veneto con “Rosso di Sera”.  E i progetti di cooperazione internazionale in India, Angola ed Ecuador a fianco dei volontari italiani e veneti in particolare.

Sono solo alcune delle “storie di frontiera” raccontate a Venezia, nell’Isola di San Giorgio Maggiore, nella giornata conclusiva dell’evento che ricorda il 60esimo anniversario di costituzione della Federazione Veneta delle Banche di credito cooperativo. Protagonisti di questo racconto i Presidenti delle BCC Venete associate alla Federazione Veneta, che hanno proposto tra le centinaia di iniziative sostenute una e una sola storia, che potesse rappresentare l’impegno della Banca nel territorio e per la comunità.

Al centro del dibattito i sentieri del fare e il vero senso di comunità, perché oltre alla riconoscenza per il passato il senso di celebrare questo traguardo è guardare avanti. La frontiera non è limite, ma punto di incontro e luogo di confronto.

Nelle conclusioni di Piva e Azzi due nuove proposte per il futuro

Concordano nel proporre due alleanze strategiche per il territorio e soprattutto per le comunità, a partire dalle sollecitazioni ricevute durante il Convegno.

Alessandro Azzi, Presidente della Fondazione Tertio millennio non si limita ad un ruolo socio-economico di sostegno, ma attribuisce alle BCC il ruolo di interlocuzione strategica con i Comuni, gli Enti locali. Obiettivo? Impedire la desertificazione delle opportunità, favorire il dialogo, la capacità di ascolto. E quindi di progresso. “Le opportunità e lo sviluppo nascono se ci mettiamo in rete ha detto Azzi- ma ancor più se ci mettiamo al servizio delle comunità attraverso un’alleanza con i Sindaci, con i Presidenti delle città metropolitane, con chi governa i territori e rappresenta i cittadini. I tavoli vanno fatti con chi amministra i problemi e dispone di poteri e risorse per affrontarli. Insieme si può fare di più”. E Il Presidente Flavio Piva rilancia. “Abbiamo bisogno di stabilire un’alleanza anche con i giovani. Senza giovani non c’è futuro e non c’è speranza. Le BCC devono essere attrattive e portatrici di innovazione, capaci di leggere, di ascoltare e di comprendere. E di agire”.

La Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo compie 60 anni

Un convegno-evento organizzato dalla Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo in un luogo evocativo come l’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia per ricordare e celebrare il felice traguardo del 60° anniversario di costituzione della Casa Comune della cooperazione bancaria.

Mentre il 18 giugno l’evento è riservato alla rappresentanza regionale, giovedì 19 giugno a partire dalle ore 9,30 la cooperazione di credito veneta ha pensato di riunire in un evento pubblico su invito le rappresentanze regionali e nazionali del Credito Cooperativo e tanti ospiti del mondo dell’economia e della finanza, del sociale, della cultura e della società civile per una mattinata densa di spunti e di proposte.

Il Convegno intitolato “Storie venete di frontiera – dal labirinto dei sentieri del fare al vero senso di comunità” è l’occasione per una riflessione su aspetti economici, finanziari e sociali del Veneto, in un percorso che analizzerà dati e tendenze per capire come nel territorio veneto sia stato possibile costruire un vero senso di comunità.

La Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo, che rappresenta 9 BCC nel territorio veneto, si focalizzerà sulle azioni economico-finanziarie e sociali che vengono ispirate dallo Statuto di ogni BCC. Quelli che determinano dall’origine, oltre 140 anni fa, a dare sostegno economico, culturale, sociale e morale ai territori e alle comunità attraverso una essenza non altrimenti espressa nel panorama bancario italiano.

“Saranno per noi due giornate di ascolto, di confronto e di approfondimento- anticipa Flavio Piva, Presidente della Federazione Veneta BCC. L’occasione per una riflessione su una modalità di “fare banca” che ha consentito di includere finanziariamente e socialmente milioni di persone che non avrebbero mai potuto accedere al credito, fornendo un concreto strumento per cambiare il proprio orizzonte personale e familiare.

Racconteremo storie venete di frontiera, ovvero storie di persone rappresentative di questo Veneto, che possano darci una visione attraverso la loro percezione accademica e professionale, ma anche attraverso il loro agire, la loro cultura, i loro risultati professionali, i loro percorsi di vita, anche familiare.

Lo facciamo – spiega il Presidente- guardando al futuro e programmando azioni che dai percorsi del fare e dal labirinto ideologico dei tanti sentieri portino a definire un “senso di comunità” con visione e prospettiva. Il nostro obiettivo sarà dunque costruire un sentimento comune che sappia ricondurre in modo complementare e sinergico azioni diverse e attori diversi ad un unico traguardo condiviso locale, regionale e nazionale: azioni illuminate dai nostri valori più autentici, che ricerchino il Bene comune”.

Il programma dell’evento

Il programma della due giorni vede il 18 giugno protagoniste le BCC del Veneto all’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia per il Consiglio di amministrazione del sessantesimo anniversario.

Giovedì 19 giugno alle ore 9,30 inizieranno i lavori della sessione pubblica plenaria che prevede gli interventi di Pietrangelo Buttafuoco, Presidente della Biennale di Venezia (La bottega del futuro, tutta di arte, di economia e di commercio), l’intervista a Matteo Marzotto, imprenditore e civil servant (Costruire l’impresa del futuro con i mattoni della responsabilità sociale, dell’etica, dell’umanità), l’intervista a Luciana Traetta, Direttrice del penitenziario di Vicenza (Affrontare il male oscuro: scontare la pena tra opportunità di rieducazione ed esigenze di sicurezza), l’intervento del giornalista Paolo Possamai (Andrea Palladio, Elon Musk e il Veneto di domani).

Per la presentazione della ricerca “Il Veneto che cambia: dare fiducia ai territori” interverranno Piero Collauto, Direttore della Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo, Renato Mason Segretario della C.G.I.A. di Mestre, Aldo Bonomi sociologo e Chiara Tronchin ricercatrice della Fondazione Moressa.

Interverranno inoltre con riflessioni e commenti Augusto Dell’Erba (Presidente Federcasse), Sergio Gatti (Direttore generale di Federcasse), Giuseppe Maino (Presidente di Iccrea Banca s.p.a.).

Le conclusioni sono a cura di Flavio Piva (Presidente della Federazione Veneta BCC e di Alessandro Azzi, Presidente della Fondazione Tertio Millennio.

Modera e conduce la mattinata di studi Fabio Tamburini, Direttore de Il Sole 24 ore.

Ricordi di 60 anni di cooperazione di credito

Per celebrare i 60 anni di costituzione della Federazione Veneta è stato prodotto da Galileus, la testata giornalistica online della Federazione, un docufilm per rivivere i ricordi legati a questa straordinaria esperienza di cooperazione di credito.

Sono i protagonisti stessi di questa storia, anche questa di frontiera, che rievocano i fatti salienti accaduti nella storia della Federazione, con la loro voce, le loro impressioni, i loro punti di vista.

Galileus, ha intervistato presidenti, direttori, amministratori di ieri e di oggi, che raccontano non solo la loro esperienza, ma anche le tappe fondamentali del percorso federativo, dalla nascita, all’evoluzione di strutture, servizi, organizzazione, passando per i momenti di difficoltà, le crisi bancarie, i raggiungimenti di sistema ottenuti con fatica, le soddisfazioni e anche le differenze di vedute che fanno parte della dialettica democratica all’interno della cultura cooperativa.

Lo studio sul Veneto

Lo studio scientifico commissionato dalla Federazione Veneta BCC alla C.G.I.A. di Mestre parte dall’interrogativo su cosa sia oggi e come stia cambiando il “senso di comunità”. Si tratta di un concetto molto complesso e in continua evoluzione, in cui intervengono diversi fattori di carattere economico, sociale, ambientale e psicologico.

Il concetto di comunità si è profondamente modificato, anche in conseguenza dei cambiamenti demografici e sociali che il Veneto ha vissuto negli ultimi decenni. È proprio su questi aspetti che la Federazione Veneta intende focalizzare la propria attenzione, per comprendere meglio quali siano le prospettive future del territorio e come offrire servizi capaci di rispondere ai nuovi bisogni della popolazione. La ricerca si concentra sui mutamenti che hanno interessato la comunità veneta e che ne hanno trasformato in modo sostanziale la composizione e la distribuzione.

Il video Dal labirinto dei sentieri del fare al vero senso di comunità. Le BCC venete e l’impegno sociale per il territorio sempre prodotto da Galileus porrà in luce l’attività delle Banche di Credito Cooperativo venete associate alla Federazione, raccontando una esperienza di impegno sociale per Banca: una sola, raccontata dai 9 Presidenti BCC e dalla Federazione, scelta tra tante esperienze di valore per testimoniare la passione convinta di sostegno alle comunità per progettualità sociali.

Un po’ di numeri del bilancio aggregato 2024

I numeri delle Banche di Credito Cooperativo in Veneto associate alla Federazione Veneta

Il 2024 si è caratterizzato a livello veneto per i risultati positivi, confermando la solidità e la crescita del settore. In particolare, la raccolta complessiva è aumentata del 6,8% rispetto al 2023, superando quota 29 miliardi di euro e gli impieghi sono aumentati dello 0,89% a 19,4 miliardi di euro.

“Il dato è interessante- commenta Piva- perché è in controtendenza rispetto al resto del sistema bancario, dimostrando invece quanto le BCC siano vicine concretamente alle comunità, alle famiglie per i loro progetti di vita e alle PMI per investimenti soprattutto in tecnologia, in processi di digitalizzazione, in interventi in ambito di sostenibilità e di efficientamento energetico. Ma anche per ampliamenti strutturali, per l’organizzazione aziendale, per nuove progettualità e l’assistenza verso nuovi mercati. In questo l’apporto industriale e di coordinamento della capogruppo Iccrea Banca è stato essenziale e pone le BCC venete in condizione di seguire bene anche imprese più grandi per progetti in pool che richiedono capitali e competenze specifiche”.

L’utile di esercizio aggregato è aumentato del 4,0%, attestandosi a 304,3 milioni di euro, grazie alla crescita del margine di interesse e soprattutto delle commissioni nette, che dimostrano l’attività capillare e dinamica delle BCC sul territorio con i loro servizi. Le spese amministrative sono aumentate del 4,7%, ma il Cost/Income ratio è migliorato al 52,30%, segnalando una maggiore efficienza operativa. Dal punto di vista patrimoniale, il patrimonio netto è salito a 2,2 miliardi di euro, rafforzando la solidità delle BCC. Il ROE è leggermente sceso al 13,55%, mentre il ROA è migliorato all’1,36%. Sul fronte del rischio, il Credit Risk Ratio è aumentato allo 0,11%, riflettendo una gestione più prudente del credito.

“Ma ciò che più conta in questo momento è il fatto che le BCC stiano mantenendo i presidi sul loro territorio, anzi, in controtendenza con il resto del sistema bancario, che sta abbandonando le periferie e concentrando i servizi in poche aree, il Credito Cooperativo Veneto investe con nuove aperture di sportello” commenta il Presidente.

Un dato su tutti. In Veneto solo nel 2024 sono stati chiusi 64 sportelli bancari, che si aggiungono ai 108 chiusi nel triennio precedente. Le BCC invece passano da 374 sportelli nel 2021 a 380 sportelli nel 2024. Un segnale chiaro che le BCC rimangono e che attribuiscono valore strategico alla presenza fisica, all’assistenza, alla consulenza e all’accompagnamento delle aziende. Cresce anche la fiducia e il gradimento per il modello BCC. I soci in un triennio passano da 101 mila a oltre 109 mila unità.

“Due segnali chiari – chiosa Piva- che sottolineano quanto la vicinanza, la presenza fisica, la capacità di assistenza, di consulenza e di accompagnamento di aziende e privati alla fine premino l’azione delle BCC”.

La Federazione Veneta delle BCC inaugura la stagione delle assemblee regionali, approva il bilancio 2024, elegge il nuovo Cda e il Presidente in carica per il prossimo triennio

Risultati aggregati veneti che evidenziano dati di crescita e consolidamento patrimoniale. La Federazione torna al suo ruolo di coordinamento sui temi territoriali e si appresta a celebrare il 60° anniversario con un grande evento a Venezia

La Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo apre la stagione delle assemblee regionali del Credito Cooperativo in vista dell’appuntamento celebrativo per il 60° anniversario che si terrà il 19 giugno a Venezia.

“Nel corso di questi anni- ha esordito il Presidente Flavio Piva-  la Federazione ha investito energie e risorse per rafforzare il proprio ruolo di interlocutore con le strutture associative nazionali e locali, con le Istituzioni, con le categorie economiche e produttive, con il mondo dell’Università e della Ricerca. Abbiamo lavorato per sostenere l’operatività delle Banche di Credito Cooperativo attraverso il potenziamento dei servizi di consulenza e assistenza tecnica, con particolare attenzione agli aspetti normativi, alla governance e alla gestione del rischio, per garantire maggiore conformità, trasparenza e sicurezza e per supportare il ruolo di controllo degli Organismi di Vigilanza delle Banche. La comunicazione- prosegue Piva- ha rappresentato un pilastro strategico con il successo di una serie di iniziative pubbliche associate a nuovi canali di informazione e divulgazione per approfondire temi di attualità socio-economica, finanziaria e scientifica con ospiti autorevoli; ma anche attraverso progettualità sulla formazione finanziaria a scuola, proponendo i temi del risparmio e della gestione delle risorse. Con la nostra partecipazione a Vinitaly abbiamo poi rafforzato il legame con le imprese agricole e vitivinicole, sulle quali le nostre BCC detengono una quota di mercato di oltre il 30%. Non solo- rimarca il Presidente. Un’attenzione particolare è stata dedicata alla valorizzazione del ruolo femminile all’interno del Credito Cooperativo, un obiettivo che si concretizzerà  nel progetto “Le donne del Credito Cooperativo Veneto”, pensato per sostenere e promuovere la leadership femminile nel settore bancario e cooperativo.

La spinta all’innovazione si è espressa anche attraverso la sperimentazione di nuovi strumenti digitali, semplificare i processi interni e migliorare le capacità di analisi dei dati bancari. La Federazione- conclude il Presidente- ha investito nella formazione tecnico identitaria e nell’assistenza specialistica, elemento chiave per il rafforzamento delle competenze delle Banche socie”.

Eletto il Consiglio di amministrazione per il prossimo triennio

L’assemblea dei soci ha inoltre eletto il Consiglio di amministrazione che durerà in carica nei prossimi tre anni e che è composto dai rappresentanti designati delle Banche associate: vi faranno parte Giancarlo Bersan (Presidente BCC Vicentino-Pojana Maggiore), Tiziano Cenedese (Presidente Centromarca Banca), Martino Fraccaro (Presidente di Banca Veronese), Daniele Maroldi (Presidente di BCC Valpolicella Benaco), Flavio Piva (Presidente di BCC Veneta), Loris Paolo Rambaldini (Presidente di BCC Pordenonese Monsile), Gianfranco Sasso (Presidente di Banca delle Terre Venete), Loris Sonego (Presidente di Banca delle Marca), Alessandro Terrin (Vicepresidente di Banca Annia). Per il collegio sindacale sono stati eletti Paolo Parolin (Presidente), Donatello Cecchinato e Fabiola Sasso, con supplenti Matteo Beltramin e Alessia Filippini. L’assemblea ha poi eletto Flavio Piva alla guida della Federazione Veneta.

Il Presidente Piva, ringraziando per la confermata fiducia, ha sottolineato il valore delle recenti tappe che hanno portato alla nuova Federazione e alla prospettiva futura che il Consiglio di amministrazione si è dato.

I numeri delle Banche di Credito Cooperativo in Veneto associate alla Federazione Veneta

Un 2024 che si caratterizza a livello veneto per i risultati positivi, confermando la solidità e la crescita del settore. In particolare, la raccolta complessiva è aumentata del 6,8% rispetto al 2023, superando quota 29 miliardi di euro e gli impieghi sono aumentati dello 0,89% a 19,4 miliardi di euro.

“Il dato è interessante- commenta Piva- perché è in controtendenza rispetto al resto del sistema bancario, dimostrando invece quanto le BCC siano vicine concretamente alle comunità, alle famiglie per i loro progetti di vita e alle PMI per investimenti soprattutto in tecnologia, in processi di digitalizzazione, in interventi in ambito di sostenibilità e di efficientamento energetico. Ma anche per ampliamenti strutturali, per l’organizzazione aziendale, per nuove progettualità e l’assistenza verso nuovi mercati. In questo l’apporto industriale e di coordinamento della capogruppo Iccrea Banca è stato essenziale e pone le BCC venete in condizione di seguire bene anche imprese più grandi per progetti in pool che richiedono capitali e competenze specifiche”.

L’utile di esercizio aggregato è aumentato del 4,0%, attestandosi a 304,3 milioni di euro, grazie alla crescita del margine di interesse e soprattutto delle commissioni nette, che dimostrano l’attività capillare e dinamica delle BCC sul territorio con i loro servizi. Le spese amministrative sono aumentate del 4,7%, ma il Cost/Income ratio è migliorato al 52,30%, segnalando una maggiore efficienza operativa. Dal punto di vista patrimoniale, il patrimonio netto è salito a 2,2 miliardi di euro, rafforzando la solidità delle BCC. Il ROE è leggermente sceso al 13,55%, mentre il ROA è migliorato all’1,36%. Sul fronte del rischio, il Credit Risk Ratio è aumentato allo 0,11%, riflettendo una gestione più prudente del credito.

“Ma ciò che più conta in questo momento è il fatto che le BCC stiano mantenendo i presidi sul loro territorio, anzi, in controtendenza con il resto del sistema bancario, che sta abbandonando le periferie e concentrando i servizi in poche aree, il Credito Cooperativo Veneto investe con nuove aperture di sportello” commenta il Presidente.

Un dato su tutti. In Veneto solo nel 2024 sono stati chiusi 64 sportelli bancari, che si aggiungono ai 108 chiusi nel triennio precedente. Le BCC invece passano da 374 sportelli nel 2021 a 380 sportelli nel 2024. Un segnale chiaro che le BCC rimangono e che attribuiscono valore strategico alla presenza fisica, all’assistenza, alla consulenza e all’accompagnamento delle aziende. Cresce anche la fiducia e il gradimento per il modello BCC. I soci in un triennio passano da 101 mila a oltre 109 mila unità.

“Due segnali chiari – chiosa Piva- che sottolineano quanto la vicinanza, la presenza fisica, la capacità di assistenza, di consulenza e di accompagnamento di aziende e privati alla fine premino l’azione delle BCC”.

Il 60° anniversario della Federazione Veneta

“L’appuntamento assembleare precede un grande evento celebrativo che abbiamo organizzato a Venezia, nell’Isola di San Giorgio il 19 giugno prossimo, in cui inviteremo gli esponenti della cooperazione di credito veneto e nazionale per celebrare i 60 anni di fondazione della Federazione- annuncia il Presidente. Si tratta di un appuntamento che nel nostro stile costituirà, a partire dalla nostra storia e dall’analisi di indicatori precisi che stiamo raccogliendo e valutando, un momento di dialogo e di confronto sui grandi temi socio-economici, finanziari e soprattutto culturali. Ci guarderemo dentro e intorno per capire l’evoluzione del nostro modello e la nostra vocazione futura”.