Banca Veronese. Assemblea dei Soci il 18 aprile 2026 a Verona in fiera

Banca Veronese si prepara all’Assemblea dei Soci, in programma sabato 18 aprile 2026 alle ore 15 all’Auditorium Verdi di VeronaFiere: un appuntamento centrale per la vita dell’Istituto e un momento di confronto con la base sociale, che oltre ai dati di bilancio rinnoverà gli organi di governo.

“L’Assemblea rappresenterà un’importante occasione per condividere i risultati economici e patrimoniali dell’esercizio 2025- anticipa il Presidente Claudio Zanon– che confermano un percorso di crescita equilibrata di Banca Veronese, sostenibile e fortemente radicata nel territorio”.

La raccolta complessiva ha raggiunto i 1.250 milioni di euro, segnando un incremento del +6,84% rispetto all’anno precedente. Un dato che evidenzia la fiducia della clientela e la capacità della banca di attrarre risorse. Nel dettaglio, la raccolta diretta si attesta a 724 milioni di euro (+4%), mentre la raccolta indiretta registra una crescita ancora più significativa, raggiungendo i 526 milioni di euro (+11,01%). Gli impieghi netti alla clientela ammontano a 428 milioni di euro, in aumento del +3,96%, confermando il ruolo attivo della banca nel sostenere famiglie, professionisti e imprese locali. Sul fronte della qualità del credito, il gross NPL Ratio scende al 2,17%, in marcata diminuzione rispetto a dicembre 2024, mentre la copertura delle sofferenze raggiunge il 95,29%, tra i livelli più elevati del sistema bancario.

“Indicatori che riflettono una gestione prudente e attenta del rischio – spiega Andrea Marchi, Direttore generale di Banca Veronese–  in un contesto economico ancora caratterizzato da incertezze. La solidità patrimoniale si conferma uno dei principali punti di forza dell’istituto: i fondi propri ammontano a 121,3 milioni di euro, con un Tier 1 Ratio e un CET1 Ratio entrambi al 35,50%, e un Total Capital Ratio pari al 36,07%. Abbiamo registrato risultati positivi in tutte le principali aree di attività, con una raccolta in aumento e una qualità del credito in continuo miglioramento- continua il Direttore Marchi. Questo è frutto di una strategia chiara, della professionalità dei nostri collaboratori e di un’organizzazione basata sulla conoscenza del nostro tessuto imprenditoriale. Non solo. Il nostro punto di forza- conclude il direttore-  è la relazione stretta con le comunità che presidiamo”.

“Il bilancio 2025 conferma la solidità del nostro modello di banca cooperativa, capace di coniugare crescita economica, attenzione al rischio e vicinanza al territorio – continua il Presidente Claudio Zanon che, ha raccolto il testimone sei mesi fa dal Presidente Martino Fraccaro. L’utile netto si attesta a 13 milioni di euro, in crescita di oltre l’1%, a testimonianza della capacità di generare valore, mantenendo un equilibrio tra sviluppo e prudenza. Su questi risultati abbiamo improntato la nostra crescita- continua Zanon. Guardiamo al futuro con fiducia, consapevoli delle sfide del contesto economico, ma anche delle opportunità che derivano dalla nostra capacità di innovare restando fedeli ai valori cooperativi”.

Continua a crescere anche la compagine sociale, che raggiunge i 4.025 Soci, in aumento del +5,15% rispetto all’anno precedente. Un dato particolarmente significativo è rappresentato dalla presenza di 703 Soci under 40, segnale di un progressivo coinvolgimento delle nuove generazioni nella vita della banca.

Accanto ai risultati economici, si conferma centrale l’impegno sociale della banca: nel 2025 sono stati erogati 319 mila euro in beneficenza e 158 mila euro in sponsorizzazioni.

Tra le iniziative più rilevanti si segnalano la donazione di due pulmini ad associazioni attive nell’assistenza ad anziani e persone con disabilità e la fornitura di copertine termiche per incubatrici, destinate alla Pediatria e Patologia Neonatale dell’Ospedale Mater Salutis di Legnago.

Importante anche il sostegno a numerose associazioni di volontariato e realtà sportive locali, tra cui Academy Scaligera Basket, con l’obiettivo di promuovere inclusione e benessere.

L’Assemblea sarà inoltre chiamata al rinnovo delle cariche sociali per il triennio 2026–2029, momento significativo per la governance dell’istituto. Si inserisce in questo percorso il recente avvicendamento alla presidenza, avvenuto nell’ottobre scorso, con il passaggio di testimone da Martino Fraccaro a Claudio Zanon. Un passaggio che segna continuità nei valori e rinnovamento nella visione strategica.

L’alleanza tra ATER e BCC Veneta fa recuperare altri due alloggi sfitti

Dopo il primo intervento a Bassano del Grappa in via Cellini, grazie alla convenzione sottoscritta con BCC Veneta, ATER di Vicenza ha concluso il recupero di altri due alloggi sfitti, uno a Dueville e uno a Vicenza, da riassegnare a nuclei familiari in difficoltà economiche.

Il progetto di manutenzione e riatto ha interessato le unità abitative di via Del Fante 2 a Dueville e di via Settembrini 8 a Vicenza: importo dei lavori finanziato con la seconda e la terza tranche del contributo che la BCC Veneta, come da protocollo sottoscritto a dicembre 2024, si è impegnata a versare ad ATER di Vicenza (e ad ATER di Padova e di Verona), per tre anni consecutivi, 10 mila euro l’anno per 30 mila euro totali.

I dirigenti di ATER Vicenza, il Presidente Valentino Scomazzon e il Direttore Mirko Campagnolo, hanno accompagnato i vertici di BCC Veneta, il Direttore Generale Andrea Bologna e il Responsabile del Servizio Marketing Istituzionale, Sviluppo Territori e Relazioni Istituzionali Luca Cenzato, in visita negli alloggi oggetto di riatto a Dueville e Vicenza: l’occasione è valsa per poter visionare direttamente gli interventi realizzati dall’Azienda e, da parte di ATER, per ringraziare i rappresentanti della BCC per l’attenzione e la sensibilità dimostrate verso il problema casa, considerate le difficoltà nel reperire risorse finanziarie per la sistemazione degli alloggi sfitti in attesa di riassegnazione.

Per quanto riguarda il recupero delle due unità abitative, a Dueville in via del Fante costo dell’intervento poco oltre 11.200 euro, a Vicenza in via Settembrini di circa 12.300 euro, sono stati realizzati lavori differenti a seconda delle necessità di riatto dei due alloggi: dalla pulizia e ritinteggiatura delle pareti alla revisione di serramenti e impianto elettrico, dalla sostituzione dei battiscopa, al rifacimento della pavimentazione in alcuni spazi dei due alloggi.

“Questa iniziativa rappresenta per BCC Veneta un esempio concreto di come il nostro ruolo di banca del territorio possa tradursi in un impegno reale a favore delle comunità locali- afferma il Direttore Generale Andrea Bologna. Il sostegno al recupero degli alloggi sfitti, in collaborazione con ATER Vicenza, risponde a un bisogno sempre più urgente, quello dell’accesso alla casa per le famiglie. Siamo convinti – continua Bologna- che creare sinergie tra Istituzioni e realtà del territorio sia fondamentale per generare valore sociale duraturo. Per questo abbiamo scelto di sostenere con continuità questo progetto, contribuendo non solo al recupero del patrimonio abitativo esistente, ma anche alla costruzione di una rete di solidarietà e attenzione verso i bisogni reali. I risultati raggiunti finora, anche in altre province, ci incoraggiano a proseguire su questa strada, con l’obiettivo di offrire un contributo concreto e responsabile allo sviluppo equilibrato e inclusivo del nostro territorio”.

“C’è soddisfazione per il ripristino di altri due alloggi realizzato grazie al contributo della BCC Veneta – dice il Presidente di ATER Vicenza, Valentino Scomazzon – a dimostrazione dell’importanza della convenzione sottoscritta a dicembre 2024 che ci consente di dare risposte ad altre due famiglie in situazione di disagio e difficoltà. Non può che far piacere ad Ater e ai vertici di BCC Veneta, che ha dimostrato sensibilità di fronte al problema casa, arrivare all’obiettivo sociale che ci eravamo posti ad inizio della collaborazione. Con questi due interventi si chiude la prima convenzione triennale ma speriamo si possa rinnovare per continuare ad affrontare in sinergia le situazioni di emergenza abitativa sul territorio”.

Gli interventi a Dueville e a Vicenza hanno preso il via nell’autunno dello scorso anno e si sono conclusi tra fine 2025 e l’inizio di quest’anno.

Per entrambi gli alloggi ora si potrà dare il via alla procedura di assegnazione.

A Vinitaly 2026 le BCC venete rilanciano: “No alla desertificazione bancaria, sì al sostegno concreto all’agribusiness”

Con uno spazio dedicato nel Padiglione 5 Veneto, la Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo porta alla manifestazione internazionale del vino l’esperienza della cooperazione di credito.

Nel pieno della ritirata del sistema bancario dai territori, le BCC venete rilanciano la loro presenza e ancora una volta scelgono il palcoscenico di Vinitaly 2026 a Verona per affermare un modello alternativo: quello di banche radicate, vicine alle comunità e al cuore produttivo del Paese.

Nove le BCC associate alla Federazione Veneta protagoniste in fiera nel padiglione 5 con organizzazione di incontri, seminari, visite e degustazioni. E con “Sorsi di cultura cooperativa”, la rubrica giornalistica curata da Galileus, network della Federazione Veneta BCC, che mette al centro del dibattito allo stand e nel web esperienza, scienza, idee, opinioni, spazi di dialogo e confronto con tanti ospiti, esperti e imprenditori.

“La desertificazione degli sportelli bancari nel territorio non riguarda noi – afferma Flavio Piva, Presidente della Federazione Veneta BCC. Le nostre banche hanno continuato a investire, aprendo nuovi sportelli e rimanendo spesso l’unico presidio bancario per comunità e piccole imprese. Non abbiamo abbandonato i territori, ma abbiamo accompagnato il cambiamento, investendo nella digitalizzazione e rafforzando la qualità della relazione con clienti e imprese”.

Accanto al presidio territoriale, il sistema BCC Iccrea consolida il proprio ruolo nell’agribusiness, comparto strategico anche nel contesto di Vinitaly. Con circa 7,4 miliardi di euro di impieghi e una quota di mercato in costante crescita, il Gruppo si conferma tra i principali operatori del settore. L’offerta comprende strumenti finanziari dedicati che coprono l’intero ciclo produttivo: dal credito di conduzione ai finanziamenti di medio-lungo termine, fino a soluzioni specifiche come cambiali agrarie, mutui e linee per investimenti strutturali.

Supportiamo le aziende agricole lungo tutto il loro percorso di sviluppo – sottolinea Piva – mettendo a disposizione non solo credito, ma anche garanzie e consulenza specialistica, fondamentali per affrontare mercati sempre più complessi. Un impegno che si rafforza anche attraverso il sostegno ai contratti di filiera e alle opportunità del PNRR, con il coinvolgimento di migliaia di imprese e progetti per miliardi di euro, accompagnando concretamente i processi di crescita, innovazione e aggregazione del comparto agroalimentare. Il sistema BCC del Gruppo Iccrea, detiene oltre il 20% delle quote di mercato nell’agribusiness” continua il Presidente Piva.

Particolare attenzione è rivolta inoltre dalle BCC alla sostenibilità e alla transizione energetica, con interventi a supporto di investimenti in tecnologie innovative, efficientamento energetico e utilizzo di fonti rinnovabili, contribuendo alla competitività e alla resilienza delle imprese agricole”.

La presenza a Vinitaly 2026 diventa così un messaggio chiaro: mentre altri arretrano, le BCC rafforzano il proprio ruolo nei territori e si confermano partner strategici per il futuro del settore vitivinicolo e agroalimentare, coniugando prossimità, competenze e visione di lungo periodo.