Protagonisti del Turismo Balneare dell’Alto Adriatico.

BCC Pordenonese e Monsile a Caorle per un confronto con Istituzioni e Imprese

Martedì 27 gennaio nel Salone Nazionale dell’Alto Adriatico al Palaexpomar di Caorle si è svolta la seconda edizione della conferenza promossa da BCC Pordenonese e Monsile, dal titolo “Protagonisti del Turismo Balneare dell’Alto Adriatico”. Un evento che ha acceso il dibattito e catalizzato l’attenzione di Istituzioni, imprenditori e operatori del settore, confermandosi come un vero e proprio ecosistema di nuovi processi che stanno riscrivendo le regole del turismo balneare. Non solo un momento di incontro, ma uno spazio autentico di confronto, in cui esperienze, visioni e strategie si sono intrecciate per leggere e interpretare le profonde trasformazioni in atto.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Gianfranco Pilosio, Direttore Generale della BCC Pordenonese e Monsile, che ha portato alla platea i saluti del Presidente Loris Paolo Rambaldini, impossibilitato a partecipare all’evento, leggendo integralmente il suo intervento e sottolineandone i contenuti e la visione strategica sul futuro del turismo dell’Alto Adriatico. Pilosio ha inoltre ricordato come la banca partecipi alla fiera dal 2017, a testimonianza di una presenza costante da nove anni, fatta eccezione per il periodo in cui l’evento non è stato possibile a causa della pandemia. Una partecipazione che non è solo formale, ma che riflette la profonda convinzione della BCC nel valore della fiera, nel suo ruolo strategico per il territorio e nella capacità di generare sviluppo, relazioni e nuove opportunità per il comparto turistico. Inoltre, per una banca radicata nel territorio è fondamentale essere vicina alle imprese e ai turisti, offrendo supporto anche nella gestione dei risparmi e negli investimenti, aiutando così a capire come utilizzarli al meglio. Pilosio si è poi soffermato sull’importanza di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, sottolineando come questo ruolo possa diventare un vero motore di connessione tra territori. Il riconoscimento culturale non riguarda solo la città, ma ha un valore più ampio: rafforza i legami tra il Veneto e il Friuli, promuovendo scambi culturali, turistici ed economici. Investire nella cultura significa infatti valorizzare le eccellenze locali, attrarre visitatori, sostenere le imprese del territorio e creare un senso di identità condivisa che unisce comunità diverse sotto un progetto comune.

A seguire, i saluti di Raffaele Furlanis, Presidente della Fiera Alto Adriatico, di Mattia Munerotto, Assessore al Turismo del Comune di Caorle, di Christofer De Zotti, Sindaco di Jesolo, ha voluto ringraziare la BCC Pordenonese e Monsile per il costante impegno a sostegno del territorio, sottolineando come gli imprenditori stiano progressivamente riconoscendo il ruolo sempre più strategico della finanza nello sviluppo del settore turistico. Un percorso che trova conferma anche nell’interesse crescente di importanti capitali, oggi sempre più orientati a investire sul territorio. Nel concludere il suo intervento, il Sindaco ha evidenziato come Jesolo nel 2025 abbia registrato risultati particolarmente positivi, con una significativa crescita dell’internazionalizzazione. Un dato che apre nuove opportunità ma che, al tempo stesso, rende fondamentale comprendere in profondità le esigenze e le aspettative dei mercati esteri, per offrire un’accoglienza sempre più mirata e competitiva. Sono seguiti i saluti di Lucas Pavanetto, Vicepresidente e Assessore al Turismo, Lavoro e Sicurezza della Regione Veneto, ha evidenziato come la fiera rappresenti un evento strategico per il turismo regionale. Ha sottolineato che nei prossimi anni è prevista una crescita del settore e che, in questo contesto, le aree balneari dovranno svilupparsi prestando particolare attenzione alla condivisione, all’innovazione e al digitale, per affrontare al meglio le sfide della complessità. Pavanetto ha inoltre confermato l’impegno della Regione a mantenere un dialogo costante con tutti gli attori coinvolti. Roberta Nesto, Sindaca di Cavallino Treporti e Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Alto Adriatico, ha sottolineato l’importanza di un territorio continuo, ossia di un ente intermedio che favorisca la collaborazione tra i Comuni. Successivamente si sono susseguiti numerosi interventi sia di carattere specialistico, sia di testimonianza. Attilio Conta per Scouting Capital Advisors e Hbenchmark Data Intelligence, presentando un’interessante ricerca che conferma il ruolo strategico di alberghi e campeggi quali pilastri dell’economia del litorale dell’Alto Adriatico. Dai dati emerge che Jesolo e San Michele al Tagliamento sviluppano complessivamente 243 milioni di euro di ricavi, pari al 60% del fatturato alberghiero del litorale. Cavallino Treporti e Lignano Sabbiadoro generano invece 165 milioni di euro di ricavi dai campeggi, rappresentando il 65,4% del totale dell’Alto Adriatico (64,7% nel 2023). I Comuni a maggiore densità turistica registrano ricavi superiori alla mediana, pari a 1.064 mila euro (987 mila euro nel 2023). A San Michele al Tagliamento, Caorle, Cavallino Treporti, Lignano Sabbiadoro e Porto Tolle la marginalità EBITDA supera la mediana del 24% (23% nel 2023). Nel 2024, i ricavi complessivi del territorio crescono del 9,3% rispetto al 2023, con un aumento dei ricavi alberghieri in 7 Comuni su 10, in particolare a Lignano Sabbiadoro, Jesolo e Grado. I campeggi evidenziano un EBITDA mediano del 30% e un ricavo mediano di 2,246 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente. L’analisi è stata completata con uno studio sull’andamento delle stagioni estive 2023–2024–2025, nel periodo compreso tra il 15 maggio e il 20 settembre, condotto su un campione di 116 strutture ricettive, dal quale emerge una crescita continua e strutturale del comparto.

BCC Veneta e Ater di Padova investono in housing sociale

Pronto e operativo il primo risultato concreto e visibile dell’accordo triennale firmato a dicembre scorso tra Ater di Padova e BCC Veneta.

E’ stato ultimato e presentato pubblicamente oggi l’alloggio di Via Pinelli 27 a Padova, restaurato dall’azienda territoriale con i fondi messi a disposizione dalla banca per dare una risposta abitativa a famiglie assegnatarie in attesa.

All’appuntamento sono intervenuti Tiberio Businaro, Presidente dell’Ater di Padova, insieme al Direttore Marco Bellinello e ai tecnici aziendali. Per BCC Veneta erano presenti il Vicepresidente, Leonardo Toson e il Direttore Generale, Andrea Bologna.

“Si tratta- ha spiegato Tiberio Businaro, Presidente dell’Ater di Padova – di un’unità abitativa di 51 mq da tempo sfitta, che in questo periodo è stato completamente riqualificato. I lavori realizzati hanno riguardato la sostituzione della caldaia con un impianto a condensazione di ultima generazione, il trattamento antimuffa e la tinteggiatura, fino alla messa a norma degli impianti elettrici e alla revisione dei serramenti. L’immobile è oggi pienamente funzionale e torna ad essere una risorsa viva per la comunità. Quello di oggi è solo il primo passo di un percorso triennale con BCC Veneta – ha rimarcato – che ci porterà a restituire non soltanto case, ma speranza e serenità a tante famiglie”.

“Questa collaborazione – commenta  il Vicepresidente di BCC Veneta, Leonardo Toson –  rientra nel programma di interventi sul fronte dell’housing sociale che abbiamo intrapreso, sostenendo le aziende di edilizia residenziale pubblica delle province di Padova, di Vicenza e di Verona. Cooperazione e attenzione al territorio sono nostri princìpi e valori fondamentali, che condividiamo con i nostri 31 mila soci e con gli oltre 170 mila nostri clienti. Con questo primo intervento, inaugurato oggi a Padova, insieme a quelli che stiamo visitando anche in altre aree regionali, potremo concretamente raggiungere alcune famiglie in difficoltà abitativa, giovani coppie e studenti, che sono al centro della nostra attenzione anche con altre iniziative finanziarie, sociali e culturali”.

Questa collaborazione concreta tra pubblico e privato è una risposta concreta alla domanda di casa, primo passo indispensabile per superare il disagio sociale-economico a favore di un pieno inserimento nella comunità.

“Non solo una mission statutaria aziendale o un dovere civico- hanno rimarcato i rappresentanti intervenuti alla cerimonia- ma soprattutto una testimonianza di impegno sociale”.

Banca Veronese: cambio al vertice

Il Presidente Martino Fraccaro, già storico Direttore generale di Banca Veronese fino al 2023, lascia il suo incarico per favorire il ricambio generazionale. La sua elezione a Presidente dell’Istituto di credito era avvenuta nel 2023 in concomitanza del rinnovo delle cariche sociali e della successiva nomina del nuovo Direttore Generale Andrea Marchi.

Fraccaro, classe 1948, dal novembre 1975, insieme al compianto Vice Direttore generale Paolo Poli e al Presidente Gianfranco Tognetti, ha contribuito in modo decisivo alla crescita e al consolidamento della BCC: una  banca locale e territoriale vera, la cui caratteristica principale è il radicamento e la relazione stretta con l’imprenditoria locale, le famiglie, le Istituzioni e l’associazionismo.

“Dopo cinquant’anni di vita nella Banca prima come dipendente, poi come Direttore e infine come Presidente ho sentito che era giunto il momento di lasciare spazio a nuove energie- ha detto Fraccaro. Il passaggio generazionale non è solo una scelta strategica, ma un atto di fiducia verso il futuro della nostra Banca. Ho avuto il privilegio di costruire insieme a Poli e Tognetti una realtà solida e rispettata. Oggi la Banca è in salute e mi piace pensare che possa correre ancora più veloce e con prospettive di solidità e di efficienza sempre più importanti- ha rimarcato Fraccaro. Questa è la mia più grande soddisfazione”.

Le dimissioni arrivano dopo il traguardo straordinario del risultato della semestrale della Banca.

“Il miglior risultato di sempre- sottolinea Fraccaro, che proietta la nostra Banca Veronese verso il cinquantesimo bilancio consecutivo in utile”.

Un unicum nel territorio veneto, a riprova di una corretta visione strategica e di capacità gestionali.

Martino Fraccaro rimane in Consiglio di amministrazione come Consigliere fino alla prossima assemblea di aprile 2026 per favorire la nuova presidenza e continuerà a dare il suo apporto alla squadra di governo dell’Istituto. Il Consiglio ha contestualmente nominato Claudio Zanon nuovo Presidente e Lucio Leoni vice Presidente.

Zanon, classe 1965, sposato con due figlie, imprenditore di Minerbe e titolare della Zanon S.p.A., azienda produttrice di mangimi, è consigliere della Banca dal 2018 ed è stato eletto Vicepresidente nel 2021. La sua nomina rappresenta continuità e rinnovamento.

“Raccolgo il testimone con grande senso di responsabilità – ha detto Zanon, accettando la carica. La storia e i valori di Banca Veronese sono un patrimonio da custodire e far crescere. Ringrazio Martino Fraccaro per la fiducia e l’esempio. Il suo percorso – ha detto-  è un riferimento per tutti noi. Il mio impegno sarà quello di proseguire nel cammino tracciato, con spirito cooperativo e visione imprenditoriale”.

Ringraziamenti a Fraccaro sono stati espressi da tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione, dalla Direzione e dalla struttura.

“Ringraziamo il Presidente Fraccaro per la dedizione e la competenza con cui ha guidato la Banca in anni di grande trasformazione- si legge nella nota. Con Claudio Zanon proseguiamo nel percorso della cooperazione, dell’innovazione e della vicinanza al territorio”.